Quali sono i personaggi più odiosi della letteratura?

Quali sono i personaggi più odiosi della letteratura?

Quando la lettura di un romanzo ti appassiona, arriva un momento in cui il rapporto empatico con alcuni personaggi può spezzarsi improvvisamente o non arrivare mai. D’altronde, se leggi fino in fondo un libro, saprai che è naturale appassionarsi ai personaggi e considerarli quasi come delle entità reali.

Il più delle volte sono gli stessi autori a voler renderci insopportabili alcuni personaggi, in altri resta una questione soggettiva. E nel tuo caso? Quali sono i personaggi che non sono riusciti a convincerti o addirittura detestato? Ne abbiamo raccolti alcuni per te.

Lucia Mondella, I Promessi Sposi

Lucia Mondella è il personaggio femminile più noto dell’universo manzoniano. Anche dopo essere stata divisa dal suo “promesso sposo” Renzo, in ogni situazione riesce a rimanere composta, posata, mai eccessiva. Alle volte, anche un po’ troppo. Tanto che, dopo mille peripezie tra peste, rapimenti e moti di Milano, è lo stesso Fra Cristoforo a spezzare il voto di castità di Lucia, troppo ligia alle regole.

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Andrea Sperelli, Il Piacere

Questo personaggio è da sempre considerato l’alter ego del vate italiano Gabriele D’Annunzio. Nel romanzo è il tipico dandy letterario: un uomo tanto elegante quanto corrotto. Fin qui tutto regolare, almeno finché durante la lettura non si incappa nell’ossessione patologica per i dettagli di Sperelli.

In molti passi de “Il Piacere”, Sperelli si sofferma sulle maioliche di Castel Durante, sul vetro di murano, su un tappeto persiano. Ed è proprio lo stesso narratore, lo stesso D’annunzio, ad ammonirlo e in un certo senso a renderlo insopportabile. Il vate, infatti, descrive il suo personaggio come “un delicato istrione” che “non comprendeva la comedia dell’amore senza gli scenarii.”

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Enea, Eneide

Per quanto Achille sia descritto nella mitologia greca come uno dei guerrieri più impavidi, Enea è sempre il centro assoluto dell’Eneide di Virgilio. La sua devozione agli dei—e in particolare a Giove—però sembra un po’ eccessiva. Persino la bella Didone non riuscirà a scalfire la sua rigida corazza, che per le pene d’amore e per smettere di soffrire alla fine deciderà di passare oltre.

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Enrico, Cuore

Il romanzo di Edmondo de Amicis è uno degli stendardi dell’Unità d’Italia. Ha il merito di aver dato voce alle diverse regioni italiane grazie ai suoi personaggi diversificati. Del personaggio Enrico dispiace che non sia riuscito a essere diverso rispetto alla famiglia oppressiva.

Umberto Eco lo descriveva così: “Di carattere impreciso, incostante nei suoi propositi etici, schiavo di ambigui culti della personalità, non poteva essere gran che diverso col padre che si ritrovava, torbido personaggio costui, incarnazione di quell’ambiguo socialismo umanitario che precedette il fascismo.”

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