Da Petronio a Lenny Bruce: cinque libri per conoscere la satira

Da Petronio a Lenny Bruce: cinque libri per conoscere la satira

Quella della satira è un’arte nobile. Come poche forme letterarie e artistiche, riesce a mettere in discussione le forme di potere politiche e religiose. A evidenziarne le contraddizioni, e a smascherarne i colpevoli. Non è comicità, o umorismo: perché queste ultime non hanno la stessa funzione sociale.

La storia della satira occidentale affonda le radici nella cultura classica. A partire dalla Batracomiomachia, ai Silli di Senofane, ad Archiloco. Ma è a partire da Aristofane che la satira acquista quella carica politica così come la conosciamo oggi. E nel corso del tempo l’arte della satira è stata ampliata ed esercitata da innumerevoli artisti. Antichi e contemporanei. Abbiamo deciso di indicarti cinque titoli per conoscerla meglio.

Satyricon – Petronio

Iniziamo con un classico del genere. Questo romanzo latino in prosimetro è comunemente attribuito a Petronio Arbitro. La prima edizione viene datata nell’anno 60 d.C. È un capostipite del genere parodistico, ed è da molti considerato come pietra fondante del romanzo tragicomico.

Nonostante la frammentarietà dell’opera, la struttura del romanzo ruota attorno al rapporto fra tre personaggi principali. Il protagonista, Encolpio, il suo efebo Gìtone, e il nemico giurato di entrambi, Ascilto. Encolpio, prima dei fatti narrati, si è macchiato di offesa nei confronti del dio Priapo—simbolo della virilità—e quest’ultimo per tutto il corso delle sue avventure lo insidia con disavventure amorose e sessuali.

L’opera, in realtà, altro non è che una parodia. E lo si può notare soprattutto nello stile con cui è realizzata: il pastiche letterario. L’autore, infatti, attraverso le tragicomiche avventure di Encolpio, Gìtone, e Ascilto, imita ironicamente diverse opere classiche. Dall’Odissea di Omero, all’Eneide di Virgilio. Mettendo in ridicolo certi canoni letterari e sociali.

Decameron – Giovanni Boccaccio

Tutti conosciamo questo capolavoro della letteratura italiana: la celebre raccolta di 100 novelle attorno a cui Boccaccio costruì una cornice narrativa estremamente raffinata. Dieci narratori—bloccati insieme dall’imperversare della peste a Firenze nel 1348—che passano il tempo raccontandosi storie.

Il Decameron è un’opera intrisa di satira. La cornice stessa, richiama l’isolamento intellettuale e ipocrita cui si trovava la classe sociale cortese che tanto magnificava se stessa. E molte delle novelle composte da Boccaccio—specialmente quelle raccontate da Dioneo—sono piccoli capolavori satirici. Come ad esempio la novella di Rustico e Alibech, decima novella della terza giornata.

Boccaccio mette in mostra l’avarizia, la falsità e le passioni smodate del popolo fiorentino. Smascherando l’ipocrisia di una casta sociale che dietro un’apparente “santità” e nobiltà d’animo, nasconde i propri vizi. È un esempio perfetto di satira sociale e di costume.

Gargantua e Pantagruele – François Rabelais

Altro simbolo della letteratura parodistica è sicuramente questa raccolta di cinque romanzi finiti di pubblicare da Rabelais nel 1542. Scritto attraverso un linguaggio a tratti aulico—per ricalcare il tono dei romanzi eroico-cavallereschi—e a tratti popolare e volgare, quest’opera riesce a essere molto divertente e appassionante.

Prendendo a modello—per sbeffeggiarle—le opere cavalleresche più famose, Rabelais crea la figura di Gangantua e Pantagruele, due giganti pigri e buontemponi che si cimentano in varie avventure epico-comiche. Questi romanzi rappresentano un classico esempio di stile nell’utilizzo dell’iperbole e del paradosso.

Ragguagli di Parnaso – Traiano Boccalini

Boccalini è stato fra gli scrittori satirici italiani più importanti e influenti di tutti i tempi. Questa sua opera, composta a cavallo tra la fine del 1500 e gli inizi del 1600 rappresenta una delle espressioni più raffinate della letteratura satirica italiana.

È composta da una serie di resoconti—appunto “ragguagli”—sulle dispute e i processi che avvengono sul mitologico monte Parnaso riguardo alla vita di determinati protagonisti della politica romana. Attraverso la giustapposizione di questi protagonisti infatti—passati e presenti rispetto all’autore—Boccalini costruisce una decisiva critica alla vita politica ed ecclesiastica della Roma del tempo. Convinto avversario della Controriforma, infatti, Boccalini disprezzava il modo in cui si stava via via costruendo la società romana, e la mise alla berlina.

Come parlare sporco e influenzare la gente – Lenny Bruce

Quando si parla di stand-up comedy, non si può non citare Lenny Bruce. Il comico americano, infatti, è stato uno dei grandi innovatori, fra gli anni Sessanta e Settanta, del genere. Un simbolo per un’intera generazione di comici, che sono stati profondamente influenzati dal suo lavoro.

In questa sua autobiografia, Bruce oltre a raccontare la propria vita espone il proprio credo satirico. E rende soprattutto omaggio allo spirito che deve innervare ogni autore che vuole fare satira: sempre rivolgere i propri sforzi per contrastare la tracotanza del potere.

Immagini: Copertina