Tagenites, garum e serpenti affumicati: i piatti tipici delle civiltà antiche

Tagenites, garum e serpenti affumicati: i piatti tipici delle civiltà antiche

Siamo abituati a considerare la cucina moderna come un’evoluzione dei banchetti di corte durante il medioevo. Ampliati da figure iconiche della storia gastronomica come Guillaume Tirel (per la cucina francese) e Caterina de’ Medici (per la cucina italiana e francese). Ma in realtà la cultura gastronomica fu trasportata nel medioevo dai monaci amanuensi benedettini, che trascrissero parte delle ricette tipiche delle antiche civiltà.

Perché è vero che gran parte della cucina che conosciamo oggi è stato codificato durante un certo periodo storico, ma la cultura gastronomica affonda ovviamente le radici in una porzione molto più ampia di storia. Quali erano i piatti tipici degli antichi greci? E degli antichi romani? E dei vichinghi? Vediamolo insieme.

Antichi greci

Quando parliamo di dieta mediterranea, ci riferiamo a una serie di abitudini gastronomiche che affondano le radici nell’antica Grecia. È infatti questa antica civiltà che ha posto alla base della propria dieta tre prodotti fondamentali: l’olio d’oliva, il frumento e il vino.

Uno dei piatti tipici nell’antica Grecia erano le tagenitesDei dolci realizzati con latte cagliato, farina di grano, miele e olio d’oliva. Che venivano solitamente consumati per la prima colazione. Altra tipica abitudine, a pranzo o a cena, era quella di preparare dei cereali con accompagnamento di opson: una salsa che poteva essere cucinata in modi molto diversi e variava da zona a zona, utilizzando verdure oppure carne o pesce.

La selvaggina e la pesca erano—in base alla ricchezza—una parte comunque importante della dieta. A Sparta, ad esempio, gli uomini erano soliti nutrirsi quasi esclusivamente con il “brodo nero“, o melas zōmos. Uno stufato di maiale cucinato sul fuoco con sale, aceto e sangue dell’animale stesso.

Antichi Romani

Rispetto alle usanze greche, quelle romane erano molto più elaborate e fastose. E proprio grazie ai banchetti romani, che molte ricette fondamentali della cucina europea hanno preso piede. Di questi banchetti, infatti, non conosciamo soltanto l’aspetto e la natura dei piatti. Ma alcune ricette vere e proprie.

Molto apprezzate, a Roma, erano le polpette di carne. Che venivano preparate mischiando vari tipi di carne, come maiale e vitello (proprio come avviene oggi) e mollica di pane bagnata, e poi cuocendole nel vino. Accompagnandole con una salsa molto particolare: il garum. Ottenuta facendo fermentare del pesce salato, a cui venivano aggiunte erbe aromatiche e succo d’uva. Questa salsa era il condimento principale per gli antichi romani.

Altri piatti tipici erano il gustacium (focacce spalmate con formaggio, aglio, gramolato di olive e accompagnato con frutta secca e uova), la patina (una frittata di uova con l’aggiunta di lattuga, vino cotto, e pepe). Quest’ultima era realizzata anche nella versione dolce: utilizzando pere e miele. Ma le ricette dell’antica Roma erano praticamente infinite.

Antichi egizi

Nell’antica civiltà egizia esisteva già la birra. Anche se era molto diversa da quella che conosciamo oggi: era una bevanda densa, realizzata lasciando fermentare delle pagnotte d’orzo in botti riempite con acqua, succo di datteri, carrube e fichi.

Per quanto riguarda la dieta, gli antichi egizi facevano largo uso di legumi e cereali. Uno dei piatti più diffusi era una zuppa di fave cotte, condita con aglio e limone, che veniva solitamente consumata come pasto iniziale della giornata. Durante il pasto più sostanzioso della giornata, invece, si consumavano legumi bolliti accompagnati da verdura. Che venivano consumati sopra del pane schiacciato: l’antenato del famoso pane arabo.

Vichinghi

Purtroppo, a differenza della civiltà romana, non disponiamo di ricette documentate della cucina vichinga. Però, grazie all’archeologia e alle ricostruzioni storiche, sappiamo quali erano i prodotti che venivano utilizzati, e gli strumenti di cottura per prepararli.

Per una questione meramente geografica, le proteine a disposizione dei vichinghi scandinavi non erano molto differenziate. Si pescavano molte aringhe e salmoni, che poi venivano conservati sotto sale ed essiccati (stessa tecnica che oggi utilizziamo per preparare lo stoccafisso).

Si amavano molto le zuppe di carne, realizzate solitamente per stemperare il sapore di carni selvatiche come quelle del cinghiale. Ma soprattutto a colazione si consumava una minestra di orzo che ricorda molto il porridge, accompagnato da pane di segale. Il piatto più strano cucinati dai vichinghi era sicuramente il serpente affumicato.

Aztechi

Anche sulle usanze culinarie degli aztechi non abbiamo moltissime testimonianze. Anche perché questa antica civiltà era votata ad uno stile di vita piuttosto minimale. E quindi anche i pasti erano spessi frugali, e poco elaborati.

Solitamente gli aztechi consumavano due pasti al giorno. La base portante della dieta era il mais, che veniva bollito a vapore con grandi giare chiamate xoctli. Altre volte, invece, utilizzavano l’impasto di mais per preparare i tamal: delle focacce piatte—antesignane delle tortillas—che venivano farcite con salse di pomodoro (molto diverso da quello odierno) e peperoncino e carni ed erbe aromatiche come il cilantro.

Sappiamo inoltre che avevano anche delle bevande tipiche e diffuse: l’atole, e il pulque. L’atole era una bevanda a base di mais, acqua e agave che veniva bollita sul fuoco. Il pulque, invece, era una bevanda alcolica realizzata facendo fermentare il succo dell’agave salmiana.

Immagini: Copertina