In questo planetario è stato ricostruito il cielo di Saffo grazie a un suo poema

In questo planetario è stato ricostruito il cielo di Saffo grazie a un suo poema

Tramontata è la luna e le Pleiadi a mezzo della notte, anche giovinezza già dilegua, e ora nel mio letto resto sola.” Così comincia lo splendido componimento di Saffo, poetessa di Lesbo.

Direttrice di un tiaso, quello che oggi chiameremmo “collegio“, Saffo educava le ragazze di famiglie nobili prima del matrimonio. Il componimento è ancora oggi ritenuto un vertice altissimo dello struggimento d’amore, un canto rivolto a queste allieve costrette a lasciar l’isola per prendere marito e andare incontro a un triste e cupo destino. “Scuote l’anima mia Eros, come vento sul monte che irrompe entro le querce, e scioglie le membra e le agita, dolce amara indomabile belva. Ma a me non ape, non miele, e soffro e desidero.”

Per la composizione di questo straordinario canto Saffo ha preso come fonte d’ispirazione le Sette sorelle. 2600 anni dopo, nell’università del Texas, due astrofisici hanno voluto riprodurre all’interno del planetario di Arlington il cielo che quel giorno Saffo deve aver visto sopra Lesbo.

Il lavoro è stato pubblicato sul Journal of Astronomical History and Heritage ed è stato condotto da Manfred Cuntz e Levent Gurdemir. I due sono partiti dal verso: “e le Pleiadi a mezzo della notte”.

Inoltre hanno utilizzato uno dei pochi parametri storici che conoscessero riguardo la poetessa, la data della sua morte: 570 a.C. circa (anno più anno meno non avrebbe fatto la differenza). Dopodiché grazie a un software hanno simulato la volta celeste per avvicinarsi il più possibile al momento in cui la poetessa compose il poema. In questo modo hanno scoperto il giorno in cui le Pleiadi sono tramontate a mezzanotte: il 25 gennaio, la prima data utile da prendere in considerazione. Con l’avanzare dei mesi, infatti, la costellazione comincia ad anticipare il suo tramonto.

Ad accompagnare lo struggimento di Saffo è stato il cielo di una notte compresa tra la metà dell’inverno e l’inizio della primavera. L’aspetto più affascinante di questa ricerca è quello di rendere più viva l’immagine della poetessa, oltre la parola scritta, colta nell’attimo più malinconico e romantico che ancora oggi a distanza di secoli ci accomuna tutti: quello di guardare il cielo soprappensiero e innamorati.

Immagine via Wikipedia