Le scelte meno azzeccate dei premi Nobel scientifici

Le scelte meno azzeccate dei premi Nobel scientifici

Ovviamente uno si immagina il Nobel, una delle massime onorificenze al mondo, come un premio giusto, dato agli scienziati, scrittori e personalità che più lo hanno meritato per il lavoro svolto durante l’anno. Ma non sempre è così.

Nella storia del premio svedese è accaduto, non di frequente certamente, che qualche scelta, specialmente in campo scientifico, a distanza di tempo non si rivelasse molto azzeccata. Questi premi sono stati dati a scoperte che non hanno cambiato positivamente il mondo o addirittura a persone sbagliate.

Siccome ottobre è il mese della consegna dei Nobel vediamo insieme quali sono state le scelte meno fortunate della commissione svedese.

Nel 1974 vennero premiati due fisici per aver scoperto le pulsar, le stelle di neutroni. Jocelyn Bell e Antony Hewish all’inizio pensarono che fossero segnali trasmessi dagli extraterrestri.

Nel 1959 William Shockley vinse insieme a John Bardeen e Walter Houser Brattain il Nobel per la fisica grazie all’invenzione del primo transistor. In realtà, tempo dopo, qualcuno ha affermato che Shockley non lo meritasse, essendo stato semplicemente lì con i suoi due colleghi a lavoro già terminato.

Einstein ha vinto il Nobel nel 1921. Ma la cosa strana è che non l’ha vinto per i suoi lavori più importanti, ad esempio sul moto browniano, sulla teoria della relatività ristretta o generale. L’ha vinto per una scoperta notevole ma non rivoluzionaria: la legge dell’effetto fotoelettrico.

Restando in tema, la commissione del Nobel diede il premio nel 1912 allo svedese Nils Dalén per aver inventato una nuova tecnologia da usare per i fari.

Nel caso di Enrico Fermi, Nobel nel 1938, avvenne un fatto strano. Venne premiato per “l’identificazione di nuovi elementi della radioattività e la scoperta delle relazioni nucleari mediante neutroni lenti“, ma i risultati raggiunti si rivelarono in seguito decisivi per un’altra scoperta: la fissione nucleare.

Tra le scelte non felici bisogna ricordare il Nobel alla medicina allo svizzero Walter Hess per le sue scoperte sul tronco cerebrale. Hess come molti suoi colleghi per i suoi studi adoperava quella barbara e disumana pratica della lobotomia.

Immagine via YouTube