Come prendere appunti: il metodo scientifico che ti insegna a farlo scarabocchiando

Come prendere appunti: il metodo scientifico che ti insegna a farlo scarabocchiando

Ti è mai capitato di scarabocchiare per rimanere concentrato mentre parli al telefono? Quei ghirigori, che hai iniziato a disegnare già durante le lezioni a scuola, sono più utili di quanto possano sembrarti.

A sostenerlo è Rachel S. Smith che, in un articolo su Quartz ripreso da Internazionale, racconta come la sua passione per questa pratica si sia trasformata a poco a poco in una vera e propria professione. In sostanza, Rachel è una “facilitatrice grafica”: per lavoro prende appunti per gli altri e spesso durante i meeting aziendali. I suoi attrezzi sono un foglio di carta di una grandezza proporzionata a seconda dei casi, dei pennarelli e una mente sempre in movimento.

Per quanto potrà sembrarti strano, prendere appunti è tutt’altro che semplice e si tratterebbe di una vera e propria arte. Per esempio, una prova del nove potrebbero essere quegli appunti indecifrabili o schematici del tuo collega di università che pensavi ti sarebbero potuti servire.

Il segreto per prendere dei buoni appunti, sostiene Rachel, consiste nel fatto che debbano essere comprensibili sia a te che a chiunque altro. E per rendere sempre chiari i concetti e scorrevole la lettura, ha un metodo infallibile: coniugare disegni e parole.

La tesi di Rachel non è solo corroborata dalla sua esperienza, ma anche da ricerche scientifiche.

Secondo uno studio condotto da un team di ricercatori dell’università della California e dell’università di Princeton, infatti, prendere appunti a mano aiuta l’apprendimento delle nozioni da immagazzinare molto meglio di un testo battuto al computer. Per quanto quest’ultimo possa essere, infatti, più completo e ordinato di un testo scritto alla vecchia maniera, l’ordine e le sintesi personali che creiamo durante la stesura degli appunti riaffiorerebbero molto meglio alla memoria di qualsiasi testo impersonale sullo schermo di un laptop.

In un’altra ricerca, sempre citata nell’articolo, invece, si mette in evidenza come chi disegna oggetti e soggetti rapidamente sia in grado di ricordare in un secondo momento il significato che ha voluto attribuire a tali schizzi. Lo studio è stato condotto dall’università di Waterloo e pone l’accento su come bastino 4 secondi per fare un disegno schematico e quanto poco contino le capacità creative per trarre dei vantaggi durante il processo di memorizzazione.

Il connubio tra queste due ricerche palesa quindi come chi usa “una combinazione di parole e immagini veloci, rielabora e fissa su carta l’essenza di quel che ha ascoltato,” spiega Rachel.

Quindi, se anche tu vuoi provare a prendere “appunti visivi”, innanzitutto dovresti girare il foglio di novanta gradi, in modo che sembri più esteso. Poi, associare le immagini alle parole e disporle in modo che siano sensate. E, infine, non avere ansie da prestazione: gli schizzi non devono essere né belli, né artistici.

Rachel spiega che “non per tutti prendere appunti visivi si rivelerà la soluzione giusta”, ma per chi fatica o ha faticato a prendere appunti potrebbe essere l’espediente più efficace mai provato.

Immagine via Flickr