"Amore fra le rovine": l'arte dei preraffaelliti tra pittura e poesia

Nel primo libro della saga di Paolo Villaggio, Fantozzi e Fracchia sono invitati al ballo in maschera della contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare. Tema: “la pittura dei preraffaelliti dell’800”.

Poiché non sanno che sia, e non possedendo un’enciclopedia, hanno chiesto consiglio a un verniciatore e si presentano tragicamente vestiti fosforescenti. Sconcertando le donne più autorevoli e istruite, che probabilmente si sono fatte confezionare un abito simile a quello della bella dormiente in Flaming June di Sir Frederic Leighton (foto sotto).

We salute the warm golden July Flaming June by Sir Frederic Leighton ??

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Tuttavia con la loro performance, i due, di fronte ai nobili che identificano preraffaelliti e mondo vittoriano, pur travisando aderiscono a criteri non secondari della pittura preraffaellita, che ne facevano a suo tempo un movimento artistico in opposizione al clima vittoriano e alla sua pittura accademica.

L’iperrealismo quasi “nauseante” che insiste su oggetti dozzinali. Uneccitazione febbrile. La lucentezza esagerata e quasi sgradevole dei colori. Osservando Il capro espiatorio di William Holman Hunt (foto sotto) o La luce del mondo, dello stesso autore, viene quasi da pensare insomma che Fantozzi e Fracchia non fossero del tutto fuori tema.

William Hynt - The Scapegoat, 1854-6. Via

William Hunt – Il capro espiatorio, 1854-6. Via

“Esattezza paurosa e intollerabile”: l’arte dei preraffaelliti

La confraternita dei preraffaelliti fu un “collettivo” artistico (e letterario) inglese. La cui posizione storica è quella di “cerniera” tra gusto romantico e gusto “decadente”. Lo stile floreale, e la nascita della fotografia, resero intollerabile la loro maniera per un po’. Finché non vennero “rivalutati” dal surrealismoDalí—e di fatto “riscoperti” in sede museale a metà ‘900 (e Paolo Villaggio è geniale nel farne un emblema del cattivo gusto dei ricchi).

John Everett Millais - Ofelia, 1851, Tate Britain. Via

John Everett Millais – Ofelia, 1851. Via

Fondata nel 1848-49, la confraternita ebbe all’inizio i suoi principali membri in Dante Gabriel Rossetti—figlio dell’esule italiano Gabriele Rossetti, William Hunt, John Everett Millais. Si assoceranno in seguito artisti importanti come Edward Burne-JonesCharles Collins. William Morris. In veste di critico, John Ruskin (qui un elenco completo).

Un “ritorno” all’arte europea prima di Raffaello. Un generale clima di misticismo. Un’esaltazione delle passioni. Un’aderenza fotografica alla realtà trasferita su tela. L’attenzione al“paesaggio storico” e la collocazione delle scene in un medioevo ideale. Questi i caratteri principali della pittura dei preraffaelliti. Ut pictura poësis: alcuni di loro, a cominciare da Rossetti e da sua sorella Christina, erano anche poeti. La “confraternita” fu a tutti gli effetti un movimento artistico-letterario.

Edward Burne-Jones - Amore fra le rovine, 1873. Via

Edward Burne-Jones – Amore fra le rovine, 1873. Via

La precisione aveva un ruolo fondamentale per molti di questi pittori. Ruskin, apologeta dei preraffaelliti che tentò di fare di Millais un nuovo William Turner, sottolineava la modernità del gruppo che voleva rispecchiare la natura con “esattezza paurosa e intollerabile”, e “senza scegliere o scartare nulla”. Del quadro qui sotto di Charles Collins affermò di non aver mai visto un esemplare di Alisma Plantago dipinta così bene (si era sbagliato: quella pianta acquatica non c’è nel quadro).

Le donne dei preraffaelliti

Le donne al tempo stesso più desiderabili e più spaventose che esistano, […] i fantasmi carnali dei “falsi ricordi” d’infanzia, la carne gelatinosa dei più colpevoli sogni sentimentali.

Con tono fra l’invasato e il promozionale, Dalí nel 1936 sottolineava l’ideale di bellezza femminile dei preraffaelliti.

Che si installino in un medioevo sognato, nel mondo di Botticelli parafrasato da Walter Pater, in vesti di eroine bibliche, in riletture sensuali di passi danteschi o shakespeariani. Donne dalle chiome fluenti e quasi sempre rosse brunite sono protagoniste di una grande quantità di dipinti preraffaelliti. Una bellezza “utopica”, che indubbiamente prelude all’atteggiamento nevrotico degli uomini decadenti verso il femminile. Come mostra Lady Lilith di Rossetti, incrocio dal nome biblico tra una donna stilnovo e una belle dame sans merci.  

“Fi Tarihi”nden günümüze hafızanın lanetli yazgısı: Lilith ve Babaannemin Usturası”. Esra Pekin, insanlığın varsa “ortak” hafızasını, insanlık tarihinin en karanlık, lanetli kişileri üzerinden sorgulatır okura. Kovulmuşların, lanetlenmişlerin yazgısına çevirir bakışını. Bu sahici bir yazgı mıdır? Buradan “kaçmanın” değil, “gitmenin” yolları var mıdır? Bu yolları arar durur. Her iki roman da hafızadan gitmenin, gidebilme ihtimalinin romanıdır… İpek Şehbenderoğlu bu ayki IAN.Edebiyat’ta iki kitabı değerlendirdi, yazdı… Eser: Dante Gabriel Rossetti ‘Lady Lilith’. #ianedebiyat #istanbulartnews #ladylilith #babaaneminusturası #esrapekin @oynakbeyi @sibeloral

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Elizabeth Siddal, Jane Burden, Annie Miller, Fanny Cornforth, furono le modelle predilette e le compagne dell’uno o dell’altro dei preraffaelliti, spesso in balia del “desiderio mimetico” che spingeva due o tre di loro a innamorarsi della stessa donna. La “minuzia allucinata” dei preraffaelliti mise a durissima prova alcune di loro, come Siddal, che, costretta in una vasca d’acqua fredda per ore e ore, sacrificò la salute per sempre “sull’altare dell’arte” di Millais, che la sua Ofelia la voleva precisa precisa.

John William Waterhouse - A mermaid, 1900. Via

John William Waterhouse – A mermaid, 1900. Via

La rappresentazione della donna è oggi l’aspetto più evidente della corrente, a discapito dei temi patriottici e sociali, della fondazione dell’historic landscape. Tanto che, per farsi pubblicità, un museo di Manchester mesi fa ha sfruttato l’onda del #MeToo rimuovendo uno dei quadri più celebri di Waterhouse, Ila e le ninfe. Sicuramente è possibile escogitare migliori occasioni di discussione.

Molte considerazioni sui preraffaelliti in Il patto col serpente di Mario Praz. Un catalogo dedicato a Burne-Jones è scaricabile gratis in PDF dal sito del Met.

Immagine: Copertina