Una città perfetta è possibile?

Una città perfetta è possibile?

La storia dell’uomo è piena di esempi, spesso falliti in modo assolutamente disastroso, di creare la “città perfetta”. La questione è particolarmente importante di questi tempi, visti la rapida crescita della popolazione mondiale e lo spostamento continuo dalle campagne alle città. Dovremmo veramente cercare di creare un nuovo modo di pensare e costruire le nostre città?

Nel 1346 a.C, ad esempio, il faraone egizio Akhenaton aveva tentato di fondare una nuova, e perfetta, capitale per il proprio regno: Amarna. Un città che non solo era stata pensata per ottimizzare il modo in cui gli egiziani vivevano, ma anche per incarnare al meglio l’ideale monoteistico che Akhenaton incarnava. La scelta fu un totale fallimento, perché non solo non riuscì nel suo intento pratico, ma rovesciò la tradizione egiziana creando moltissimi problemi alla società. Dopo la morte di Akhenaton e il ritorno degli antichi dei, Amarna fu abbandonata e cadde in un declino immediato.

Tremila anni dopo, l’imperatore indiano Mughal Akbar trasferì la capitale da Agra a Fatehpur Sikri, una nuova città pensata per rappresentare la magnificenza dell’imperatore. A differenza di Amarna, la città ideale indiana era ben costruita, i suoi monumenti fantasiosi scolpiti in pietra e riccamente adornati.

C’era solo un intoppo: la mancanza d’acqua. Nonostante tutta la sua magnificenza architettonica, Fatephur Sikri è stata la capitale per appena 15 anni. Nel 1585, Akbar spostò la capitale a Lahore. Da allora la sua città da sogno è diventata una città fantasma.

Ma la storia delle città ideali non finisce qui: anche la Repubblica di Venezia, nel 1593, tentò di costruire quella che poteva rappresentare la città perfetta: Palmanova. Una città fortificata costruita a forma di stella a nove punte con ampie strade che si diramano dal suo bel centro verso l’esterno.

Fu un fallimento totale: a parte i militari stanziati dalla Repubblica, nessuno voleva abitare a Palmanova. Tanto che nel 1611 la Repubblica fu costretta a liberare moltissimi criminali rinchiusi nelle carceri con la promessa che si sarebbero stabiliti a Palmanova.

L’ultimo esempio di città pensata per rappresentare il posto ideale per i suoi cittadini e che non ha rispettato le aspettative è Brasilia, la città moderna voluta dal presidente brasiliano Juscelino Kubitschek, progettata e costruita in soli quattro anni (1956-60) da Oscar Niemeyer e Lucio Costa. Una meraviglia futuristica, nella quale, però, la maggior parte delle popolazione vive oggi in baraccopoli e favelas.

Immagini: Copertina