Chi sono i protagonisti del

Chi sono i protagonisti del "Bacio davanti all’Hotel de ville" di Doisneau?

Il Bacio davanti all’Hotel de ville, di Robert Doisneau, è uno degli scatti più famosi della fotografia. “Un’icona dell’amore, della leggerezza, della passione, della spontaneità e della poesia”, ha detto Alessandra Mauro.

Un momento universale, un pizzico troppo dolce, melenso. Colpa forse della sua diffusione incontrollata. Il Bacio dell’Hotel de ville nasconde alcune sorprese. Nel modo in cui è composta è un’immagine perfetta e non è un caso se, a tanti anni di distanza, suscita la domanda: “Ma è vera?” Scattata, così si dice, il primo aprile del 1950. Il giorno dell’anno dedicato agli scherzi…

La macchina fotografica di Robert Doisneau

Doisneau nasce in un sobborgo di Parigi, Gentilly, “un agglomerato di scorie”, come lo chiamava lui, nonostante ci si trovasse benissimo. La fotografia la impara da ragazzo, durante gli studi litografici per diventare incisore. Quando diventa assistente del fotografo André Vigneau comincia a intuire la profondità di questo strumento. La possibilità, come gli dice Vigneau: “di ribellarsi a ogni conformismo. Un motore che permette la disobbedienza”. Durante la Resistenza, Doisneau realizza per i partigiani fotografie per finti documenti.

Quello che io cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere.

Tra il ’45 e il ’60 realizza la maggior parte delle fotografie più belle e famose. Parigi è la protagonista di molti degli scatti di Doisneau. Il suo “piccolo teatro” (“mi divertivo e mi creavo il mio piccolo teatro, scatto dopo scatto.”). Tra le fotografie più emblematiche c’è il ritratto dell’amico Prévert. Essenziale e fortissima, è una sintesi del poeta e dell’uomo.

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Doisneau et la musique ?? #jacquesprévert #noiretblanc

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Proprio una poesia di Prévert—”I ragazzi che si amano”—sembra descrivere lo scatto più famoso di Doisneau.

I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno

[…]

il bacio davanti all'hotel de ville robert doisneau

Il bacio davanti all’hotel de ville di Robert Doisneau, 1950. via

Il bacio davanti all’Hotel de ville, di Robert Doisneau

Nel 1950, la rivista LIFE chiede a Doisneau, ma anche ad altri fotografi, di scattare i modi in cui “i parigini si amano”. Forse per questo sembra un po’ stereotipata. Il tempo  disposizione di Doisneau è poco, e non può permettersi di bucare il servizio. Si ferma a bere in un bistrot de Les Invalides a pensare. Vede una coppia seduta, giovane, bella e innamorata. Quando si avvicina scopre che si tratta di due aspiranti attori. Lei si chiama Françoise Bornet, lui Jacques Carteaud. Hanno poco più di vent’anni. Doisneau chiede se può seguirli in giro per Parigi e fotografare alcuni baci. Anni più tardi, Françoise racconterà:

Monsier Doisneau ci portò in tre posti di Parigi per le riprese. Camminammo tanto, e fu un gioco, un bellissimo momento di piena libertà per noi. Tutto quello che dovevamo fare era stare a circa quattro metri di distanza da lui e baciarci. Per prima cosa siamo andati a Place de la Concorde, poi sulla Rue de Rivoli e alla fine all’Hotel de ville.

A essere “diretti” dal fotografo non furono soltanto i giovani innamorati, ma anche l’uomo con lo sguardo arcigno, a sinistra. Voluto da Doisneau per accentuare il contrasto della fotografia. La foto viene pubblicata in doppia pagina, insieme ad altri baci più o meno rubati, sul numero di LIFE. Riscuotendo un successo clamoroso. Finendo per essere amata e odiata da Doisneau.

Il successo improvviso dello scatto di Robert Doisneau

La fotografia diventa qualcosa di incontrollabile, di più grande di lui. In quel bacio ci si rivedevano tantissimi innamorati di tutto il mondo. Tanti furono quelli che inviarono lettere di ringraziamento al fotografo. Che prima si scopre divertito, poi infastidito. Doisneau non rivela il modo in cui ha composto la foto, e molti credono che sia uno scatto rubato.

Ma negli anni novanta una coppia di impostori, Jean e Denise, affermarono di essere i veri protagonisti della fotografia e volere un importante risarcimento. A quel punto, furioso, Doisneau spiegò come l’aveva costruita. Vennero fuori allora i veri protagonisti.  Françoise mostrò la prima stampa che Doisneau le aveva regalato. E che lei, nel 2005, venderà a un’asta per 155 mila euro.

Ma quella coppia? Che fine ha fatto? Non proprio quello che lasciava intendere dallo scatto. Un anno dopo l’amore finisce. Lei continuerà la sua carriera di attrice, girando qualche film più o meno famoso, e sposando un regista di documentari. Lui abbandonerà presto le sue velleità per la viticoltura nel sud della Francia.

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“Io non fotografo la vita reale, ma la vita che mi piacerebbe che fosse.” Robert Doisneau, francese di Gentilly, fece dell’uomo il suo soggetto preferito. Lo fotografò per strada, per tutte le vie di Parigi, dalle rive della Senna alla periferia operaia. E lo fece con immensa poesia. Solitario, acuto, curioso, turbolento e refrattario alle regole. Doisneau fu un uomo singolare, dalle amicizie bizzarre, estremamente sensibile e appassionato dell’elemento umano. Amava l’imperfezione, diffidava dei professionisti e rivendicava l’ingenuità e la semplicità del dilettante. Per Doisneau la fotografia restava un atto istintivo. Ma non i suoi scatti, più spesso minuziosamente preparati. Istintivo erano il caso, la trovata, la sorpresa dalla quale aveva origine la “messinscena”. Il rettangolo di una foto costituiva un palcoscenico, in cui piazzare uno o più personaggi. Poi si poteva scegliere di attendere che i personaggi si trovassero esattamente al loro posto; oppure inseguirli affinché e finché vi si trovassero. Ne consegue una fotografia leggera, capace di suggerire, più spesso che raccontare. Una fotografia venata di profondo umanismo e di una sentita tenerezza. Ma anche di un singolare umorismo. E questo sempre e comunque nel rispetto dei suoi “modelli”, ai quali mai toglieva dignità e serietà. Piuttosto cercava di stabilire un rapporto empatico con i soggetti da fotografare. Pochissimi furono, infatti, gli scatti rubati. Pioniere del fotogiornalismo di strada, così come lo fu Henri Cartier-Bresson, è riuscito a raccontare per immagini tutto il fascino della Parigi del ‘900: gli innamorati, i bistrot, gli atelier di moda, ma soprattutto i bambini…quei ragazzini bellissimi e veri, immersi nel gioco, o più spesso sorpresi nei loro atteggiamenti infantili…il riso, lo stupore, la complicità. Doisneau, orfano di madre a soli sette anni, trascorre, come lui stesso afferma, “un’infanzia grigiastra in una periferia di cartongesso”. Poi gli studi da litografo, gli anni da assistente al fotografo di moda André Vigneau, il periodo alla Renault e ancora la pausa dovuta al conflitto mondiale. Infine, finalmente, la ripresa dell’unico…segui la nostra pagina Facebook!!

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Per approfondire

Un film e un libro per approfondire il suo lavoro che non si limita soltanto a questo bellissimo scatto. Robert Doisneau. La lente delle meraviglie” è il documentario del 2016 di “uno dei più grandi fotografi del XX secolo, le cui immagini, cariche di umanità, sono entrate a far parte della memoria collettiva”. E poi il libro di Quentin Bajac, “Robert Doisneau. Pescatore d’immagini”.

Immagine di copertina | Il Bacio davanti all’Hotel de ville di Robert Doisneau, 1950