80 anni fa Orson Welles spaventava gli americani con una finta invasione aliena

80 anni fa Orson Welles spaventava gli americani con una finta invasione aliena

Sono passati ottant’anni da quel 1938, quando Orson Welles inventò un’invasione aliena alla radio talmente riuscita da scatenare il panico tra gli ascoltatori. Era il 30 ottobre: il futuro regista presentò l’adattamento radiofonico del romanzo di H.G.WellsLa guerra dei mondi”.

Definirlo semplicemente sceneggiato è riduttivo. Si tratta piuttosto di un “esperimento di linguaggio radiofonico”. Venne trasmesso dalla CBS, una delle più grandi emittenti statunitensi, all’interno della trasmissione Mercury Theatre on the Air, in cui venivano proposte riletture di romanzi celebri. Il romanzo venne riadattato da Welles e Howard Koch. Due le intuizioni di quest’ultimo che fecero la fortuna del programma: il riadattamento temporale e geografico della storia. Che diventarono: “i giorni nostri, in America”.

La guerra dei mondi di Welles e Koch

All’inizio del programma la sigla, la musica, le notizie sul meteo… e improvvisamente la voce allarmata di un conduttore radiofonico che interrompeva i programmi per un comunicato urgente.

Signore e signori, vogliate scusarci per l’interruzione del nostro programma di musica da ballo, ma ci è appena pervenuto uno speciale bollettino della “Intercontinental Radio News”. Alle 7:40, ora centrale, il professor Farrell dell’Osservatorio di Mount Jennings, Chicago, Illinois, ha rilevato diverse esplosioni di gas incandescente che si sono succedute a intervalli regolari sul pianeta Marte. Le indagini spettroscopiche hanno stabilito che il gas in questione è idrogeno e si sta muovendo verso la Terra a enorme velocità.

Dopo l’annuncio, con ritmo incalzante, si alternano interviste a esperti, frammenti di notiziario, finte dirette sul campo… insomma, tanti e diversi linguaggi radiofonici cuciti insieme, strato su strato, per dare un maggior realismo alla storia raccontata. Continue le interruzioni, e sempre più allarmate.

Il terreno è coperto di frammenti di un albero che l’oggetto ha investito toccando terra… Ciò che posso vedere dell’oggetto non assomiglia molto a un meteorite, o almeno ai meteoriti che ho visto prima d’ora… Sembra piuttosto un grosso cilindro…

Pensiamo un attimo all’effetto che fece ai radioascoltatori accendere improvvisamente la radio e sentire esperti militari che parlano di un “meteorite caduto in New Jersey”, di “forti esplosioni in cielo”… Sentire le sirene delle ambulanze, le pale rotanti di elicotteri, le improvvise interruzioni della comunicazione da parte degli inviati…

Il confine tra finzione e realtà era annullato. Già a metà del programma tra alcuni ascoltatori si scatena il panico, prima ancora di sentire la fine.

Le reazioni al programma, tra realtà e leggenda

Un panico, tra realtà e leggenda, si diffuse lungo la costa orientale degli Stati Uniti, con ingorghi e gente che scappa dalle case in preda al terrore. In realtà, come riportato da Slate, sembra che il programma di Welles non ebbe poi così tanti radioascoltatori perché su un altro canale c’era un programma di maggior successo. Qualcun altro stima la cifra sui sei milioni.

La CBS, poco dopo la messa in onda, fece un sondaggio e scoprì che più di un terzo di questi ci aveva creduto. Vero è che la sera del 30 ottobre uomini in divisa fecero ingresso nell’edificio della CBS per sequestrare la sceneggiatura e le registrazioni del programma.

Il giorno dopo la prima pagina del New York Times titolava:

Panico tra i radioascoltatori, hanno preso una trasmissione teatrale sulla guerra per un fatto vero.

Nelle settimane successive i giornali gli dedicarono più di 12500 articoli. Anni dopo divenne oggetto di studi universitari. Orson Welles aveva allora 23 anni e non aveva all’attivo nessun film. Si stava però facendo conoscere nel mondo del teatro. Aveva iniziato a recitare in Irlanda, a 20 anni, spacciandosi per una stella di Broadway, come puoi leggere in questo nostro articolo dedicato a Orson Welles. Tre anni dopo lo scherzo alla radio avrebbe realizzato quello che a detta di molti è il film più importante della storia del cinema: Citizen Kane – Quarto potere.

Dopo l’accaduto Welles chiese scusa in diretta, ma molti credono oggi che quella sia stata una prima grande prova d’attore. Forse però, anche lui aveva sottovalutato una reazione di tali proporzioni.

Il mito degli americani, “indistruttibili e fragili”

Fuori dai confini nazionali si consolidò il luogo comune, oggi un po’ meno diffuso, che voleva gli americani “creduloni”. Secondo alcuni storici anche Hitler si divertì dello scherzo di Welles. Bisogna dire però che la “sindrome dell’assedio”, come ha detto il professore Alessandro Portelli, è una sindrome reale.

Sentirsi contemporaneamente invincibili e perennemente a rischio […] Pensiamo ad esempio all’immaginario del fortino assediato dagli indiani […] anche se son loro che stanno invadendo il territorio degli indiani, l’immaginario cinematografico americano mostra invece il contrario. Che sono loro insediati da questi selvaggi. […] L’idea che il nuovo mondo sia insediato dal rischio e dal pericolo. […] Se da un lato la paura dell’invasione, il senso dell’assedio sono una dimensione arcaica, il veicolo che gli ridà il suono è quello della modernità. Quello della radio.

L’esperimento radiofonico di Welles suona oggi ancora attuale. Il discorso sull’autorevolezza dei mezzi di informazione è lo stesso di allora. Invece di comprendere solo la radio, ha finito per inglobare la televisione e internet. Un discorso che mette in crisi il confine tra immaginazione e realtà. Basta citare la diffusione delle fake news. Come ha scritto Silvia Kuna Ballero su Motherboard.

The War of the Worlds fu forse la prima dimostrazione esplicita di come uno strumento familiare, amichevole e diffuso come la radio potesse ingannare e mentire deliberatamente.

Un’idea della modernità che si basa, come ha colto ancora una volta il professor Alessandro Portelli, sul credo che “più il mezzo è moderno più quello che dice è vero.”

Immagine di copertina | Orson Welles ad Amsterdam nel 1952