Queste parole di uso comune sono state inventate da D'Annunzio

Queste parole di uso comune sono state inventate da D'Annunzio

Spesso non ne abbiamo una percezione chiara, ma il linguaggio e il modo in cui gli esseri umani comunicano fra loro sono in continuo mutamento: la quotidianità e lo sviluppo della società portano con sé una serie di nuove parole che pian piano si aggiungono a quelle che già fanno parte del nostro idioma.

A questo processo, indubbiamente, partecipano in primo luogo coloro che fanno dell’utilizzo del linguaggio una vera e propria professione: gli scrittori. Gli scrittori, inclusi i giornalisti, sono i primi a creare nuovo linguaggio.

Uno degli scrittori italiani che ha contribuito ad aggiungere nuove parole al nostro vocabolario è stato Gabriele D’Annunzio. Molte delle parole da lui coniate sono di uso comune, ma pochi sanno che sia stato lui ad inventarle. Eccone alcune.

Automobile (al femminile)

Quando fu inventata, l’automobile era declinata sempre al maschile, in ogni paese. Fino al 1929 lo fu anche in Italia, quando D’Annunzio dichiarò che l’automobile era da utilizzare al femminile, perché “ha la grazia, la snellezza, la vivacità d’una seduttrice.”

Tramezzino

Nel 1925 a Torino venne importato dal famoso caffè Mulassano quello che in Inghilterra era noto da tempo come “sandwich“: lo spuntino che tutti oggi in Italia conosciamo con il nome di tramezzino. Ma se acquistò questo nome fu proprio grazie a D’Annunzio, che vista la sua forma lo battezzò così.

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Scudetto

Con la parola scudetto solitamente si indica il simbolo del premio per il vincitore del campionato di calcio, ed anche questo nome è stato coniato da D’Annunzio negli anni venti, quando fece cucire uno scudetto tricolore sulle maglie dei partecipanti di una partita di calcio organizzata dopo l’occupazione della città di Fiume.

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Fusoliera

Il sostantivo che si usa per indicare il corpo principale di un aeroplano che alloggia i passeggeri e l’equipaggio è stato usato dal poeta italiano nel romanzo “Forse che sì, forse che no” del 1910.

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Vigili del fuoco

Nel 1938, tre anni dopo la fondazione del Corpo Nazionale creato per svolgere azioni antincendio e protezione civile, Gabriele D’Annunzio usò questo termine per indicare i valorosi che ne facevano parte. E da allora viene usato comunemente.

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