In questo video viene chiesto a un non vedente di disegnare i suoi pensieri

In questo video viene chiesto a un non vedente di disegnare i suoi pensieri

Le immagini, i colori, i suoni, il gusto sono prima di tutto questioni di linguaggio. Ogni esperienza che facciamo viene rimaneggiata dal linguaggio. Pensa ad esempio ai sogni.

Quando ci addormentiamo la nostra mente ripesca alcune immagini, sensazioni, esperienze dalla nostra memoria. Il sogno è una chiave per capire come “parla” la nostra mente, senza inibizioni. Grazie alla fMRI e alle neuroscienze gli studi si sono fatti sempre più raffinati ma il campo sul quale fare luce è ancora molto vasto.

Abbiamo già toccato, nei precedenti articoli, alcune questioni affascinanti legate al sonno (come ad esempio gli onironauti, l’uomo che riusciva a fare la telecronaca dei suoi sogni e, di recente, come si è evoluto il nostro rapporto con gli incubi); oggi vogliamo restare nello stesso argomento parlandone dal punto di vista dei ciechi.

Per un non vedente immaginare qualcosa non è così scontato. Quando sognano, i normovedenti, tendono a farlo soprattutto per immagini, ma cosa succede quando non si può vedere? Quello che si ascolta, si annusa, si tocca può essere tradotto in immagini?

Il materiale fotografico per un vedente dipende innanzitutto dal momento in cui ha perso la vista. Se l’incidente è avvenuto dopo gli otto anni il bagaglio di immagini, seppur ristretto, è quello del mondo visto fino a lì.

Nel caso di cecità congenita, le immagini sono sostituite da esperienze che hanno forti componenti olfattive, gustatorie e tattili. Quello che si vede nel sonno non è una vera e propria immagine, ma lampi di luce. Essendo più sviluppati gli altri sensi sono le esperienze legate a questi che vengono raccolte nel materiale onirico: dialoghi, sensazioni di calore, rumori ecc.

Nel video che ti proponiamo qui sotto viene raccontata l’esperienza di Tommy Edison. Tommy ha un canale YouTube nel quale, con ironia e leggerezza, spiega cosa vuol dire essere non vedente. Sono molte le persone che gli scrivono ogni giorno per curiosità.

In questo video, in particolare, gli viene chiesto di “illustrare” quello che pensa, di trasferire su un foglio di carta quello che vede nella sua mente. Tommy, prima di tutto, spiega che il suo modo di pensare non riesce a stare dentro una bidimensionalità. Tutto ciò che fa, di cui ha esperienza, è sempre tridimensionale. Per lui è praticamente impossibile riportare sulla carta le tre dimensioni. Quando si trova a disegnare un gatto o un altro animale, gli è difficile se prima non l’ha fisicamente toccato.

Il suo modo di pensare e il modo in cui disegna ciò che vede sono utili per capire come funziona la nostra mente e il linguaggio con il quale conosciamo il mondo.

Immagine via YouTube