Raffaello, il pittore che rende semplice il complesso

Raffaello, il pittore che rende semplice il complesso

La grande mostra a Roma su Raffaello

*** Aggiornamento 8 marzo 2020. Per effetto del Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri dell’8 marzo 2020 relativo alle misure per il contrasto e il contenimento del diffondersi del virus COVID-19 sul territorio nazionale, le Scuderie del Quirinale rimangono chiuse al pubblico fino a nuove disposizioni governative. ***

Per omaggiare i 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio, le Scuderie del Quirinale di Roma hanno inaugurato una grande mostra che durerà fino al 2 giugno 2020. Raffaello è l’artista “che rende semplice il complesso”, che descrive il non visibile, definito in passato il “poeta mutolo”, senza parole.” Così la curatrice Marzia Faietti descrive il massimo artista del Rinascimento, Raffaello Sanzio. Nel percorso espositivo, nato in collaborazione con la Galleria degli Uffizi da cui provengono 50 dipinti, ci sono 204 capolavori. Tra esse, oltre al celeberrimo autoritratto di Raffaello  – in copertina e scelto per pubblicizzare l’esposizione –  spiccano la Madonna del Granduca (una delle opere più copiate della storia dell’arte) e tre opere che tornano in Italia per la prima volta dopo tanto tempo. Queste sono: la Madonna della Rosa dal Prado, la Madonna Tempi da Monaco di Baviera e la Madonna d’Alba dal museo di Washington. Ma non solo perché potrai ammirare anche il famoso ritratto di Leone X con i cardinali Giulio De’ Medici e Luigi De’ Rossi, del 1518.

La Madonna del Granduca è un dipinto a olio su tavola (84,4x55,9 cm) di Raffaello, databile al 1504 circa e conservato nella Galleria Palatina a Firenze.

La Madonna del Granduca è un dipinto di Raffaello, databile al 1504, conservato nella Galleria Palatina a Firenze.

La vita di Raffaello: enfant prodige della pittura

Ma cosa sappiamo della vita di Raffaello? Raffaello Sanzio nacque il 6 aprile del 1483 ad Urbino.
Il padre Giovanni Santi era pittore e lo incoraggiò a studiare le opere di Piero della Francesca che aveva realizzato ad Urbino alcune tra le sue opere più belle. Raffaello cominciò così a studiare il disegno e la prospettiva e il padre che aveva percepito la sua bravura, gli cercò il maestro migliore: il Perugino. Nelle bottega del maestro assimila la sua tecnica ma anche quella del Pinturicchio. A 17 anni, Raffaello lascia la bottega del Perugino con il titolo di magister e inizia ad esercitare l’attività di pittore in autonomia. In questop periodo realizza alcune opere per Città di Castello: come la Crocifissione Mond o Gavari che si trova alla National Gallery di Londra. Successivamente eseguì per la famiglia Oddi la pala con l’Incoronazione della Vergine, oggi alla Pinacoteca Vaticana a Roma.

La Crocifissione Mond o Gavari è un dipinto a olio su tavola (279x166 cm) di Raffaello Sanzio, databile al 1502-1503 e conservata nella National Gallery di Londra

La Crocifissione Mond o Gavari è un dipinto di Raffaello Sanzio, databile al 1502-1503, conservato nella National Gallery di Londra

Le opere giovanili di Raffaello

Nel 1504 Raffaello realizzò uno dei suoi grandi capolavori: lo Sposalizio della Vergine che oggi si trova alla pinacoteca di Brera a Milano. L’opera si basa su un dipinto del Perugino ma in questa tela Raffaello mostra di aver superato lo stile della maestro, basta osservare i volti dei personaggi raffiguarati, che sembrano parlare senza parlare.

Lo Sposalizio della Vergine è un dipinto a olio su tavola (170x117 cm) di Raffaello Sanzio, datato 1504 e conservato nella Pinacoteca di Brera a Milano

Lo Sposalizio della Vergine è un dipinto di Raffaello Sanzio, datato 1504, e conservato nella Pinacoteca di Brera a Milano

Ma realizzò anche due opere destinate alla città di Perugia: la Pala Colonna che oggi si trova al Metropolitan Museum di di New York e la Pala Ansidei oggi alla National Gallery di Londra.
A Firenze l’artista viene in contatto con i massimi esponenti della cultura locale, Leonardo e Michelangelo.
Tra il 1505 e il 1508 esegue inoltre grandi tavole: la famosa Madonna del Cardellino, qui sotto, la Madonna del prato e la cosiddetta Bella giardiniera. L’influsso di Michelangelo, cominciato con i ritratti dei duchi di Urbino, prosegue in tutta la sua produzione futura.

La Madonna del Cardellino è un dipinto a olio su tavola (107x77 cm) di Raffaello Sanzio, databile al 1506 circa e conservato nella Galleria degli Uffizi a Firenze.

La Madonna del Cardellino è un dipinto di Raffaello Sanzio, databile al 1506, conservato nella Galleria degli Uffizi a Firenze.

Raffaello e il grande successo a Roma

Raffaello divenne l’artista famoso che oggi noi tutti conosciamo, grazie al suo soggiorno romano e al mecenatismo dei papi. La fama che Raffaello si era guadagnato in Toscana e Umbria, gli permise di essere chiamato a Roma alla corte del papa Giulio II che gli affidò l’incarico, licenziando tutti gli altri pittori, per la decorazione delle Stanze vaticane. Le prove che Raffaello fece nel 1509 sulla volta della prima stanza, che sarà chiamata Stanza della Segnatura, colpirono così tanto il Papa che lo indussero ad affidargli la decorazione dell’intero appartamento, autorizzandolo anche a rimuovere i capolavori quattrocenteschi preesistenti, come gli affreschi di Piero della Francesca. Il tema delle decorazioni della Stanza della Segnatura fu l’ordinamento ideale della cultura umanistica. Per la teologia, Raffaello dipinse la Disputa del Sacramento, con punto focale nell’ostia consacrata sopra l’altare. Per la filosofia, dipinse antichi saggi e filosofi riuniti attorno a Platone e Aristotele nella Scuola di Atene, dando ai personaggi i volti di artisti tra cui Michelangelo, Leonardo, Bramante, e se stesso. Per la poesia, ritrasse i poeti antichi e contemporanei attorno ad Apollo e Le Muse. Per la giurisprudenza, dipinse la Virtù e la Legge, con scene legate all’applicazione canonica e civile di quest’ultima.

Le Stanze di Raffaello sono quattro sale in sequenza che fanno parte dei Musei Vaticani e sono così chiamate perché affrescate dal grande pittore urbinate e dagli allievi della sua bottega.

Le Stanze di Raffaello sono quattro sale che fanno parte dei Musei Vaticani e sono così chiamate perché affrescate dal grande pittore urbinate e dagli allievi della sua bottega.

Accanto ai lavori destinati al Papa eseguì anche lavori per i nobili, tra i quali il banchiere Chigi a Villa Farnesina. Una delle più riuscite manifestazioni dello spirito del Rinascimento italiano. Al suo interno custodisce uno dei dipinti italiani più celebri nel mondo: il Trionfo di Galatea di Raffaello. Che non è affatto, peraltro, l’unico motivo per cui dovresti visitare la villa.
Raffaello morì a soli 37 anni, il 6 aprile del 1520 nel giorno del suo compleanno.

Per approfondire: puoi visitare la mostra su Raffaello a Roma fino al 2 giugno 2020. Per tutte le info, ecco il sito ufficiale.

Foto: tutte le foto sono tratte da Wikipedia