Questo ragazzo ha letto libri dai titoli assurdi per vedere le reazioni in metropolitana

Questo ragazzo ha letto libri dai titoli assurdi per vedere le reazioni in metropolitana

È vero, i libri non si giudicano dalla copertina. Dietro una bella veste grafica non si nasconde per forza un grande romanzo. Ma i titoli? Quelli si possono giudicare?

È capitato anche noi di mentire almeno una volta sui libri letti. Lo abbiamo fatto sostanzialmente per due motivi, il primo è quello di darli talmente per scontati che è come se lo avessimo fatto, il secondo è quello di sembrare più intelligenti, preoccupati magari di non essere all’altezza del nostro interlocutore senza le stesse premesse bibliografiche.

Questo perché pensiamo che leggere determinati libri faccia di noi determinate persone. E così quando ci troviamo in luoghi pubblici a vedere una ragazza leggere un romanzo francese o un ragazzo un libro noir siamo tentati dal fare connessioni disparate per trovare in loro precisi stereotipiFortuna che ci sono i comici che a volte, facendoci ridere, smascherano questi nostri atteggiamenti. È il caso di Scott Rogowsky.

Scott ha provato a smascherare i pregiudizi delle persone sui titoli dei libri mostrandosi rapito dalla lettura di libri assurdi, finti, sulla metropolitana di New York. I libri di Scott erano grandi abbastanza per attirare l’attenzione dei compagni di viaggio.

Ci sono decine di titoli buffi. Ce ne sono alcuni che riguardano la politica, come Bush e l’11 settembre o il Mein Kampf di Hitler in una assurda versione per bambini, con il dittatore in copertina con baffi e naso finti e un’incredibile postfazione di Roald Dahl. Altri, più sfacciati che riguardano la tassidermia umana o come realizzare il delitto perfetto senza farsi scoprire.

Le reazioni dei passeggeri sono varie, c’è chi si diverte a leggere i titoli, chi invece è esterrefatto, altri ancora scattano foto a Scott non consci che si tratti di uno scherzo.

Ovviamente Scott si è divertito anche a realizzare per l’occasione meta-libri, libri cioè che si rivolgono direttamente a chi li sta guardando, aumentando l’effetto straniante. Come “Questo libro contiene una fotocamera e Google ti sta scattando una foto”, “Come rimorchiare una ragazza sulla linea della metropolitana” oppure “Questo non è un libro pornografico, è inutile che continui a fissarmi, fatti gli affari tuoi”.

Immagine via YouTube