Rarissimi video in bianco e nero su Monet, Degas e Rodin

Rarissimi video in bianco e nero su Monet, Degas e Rodin

Nel periodo storico in cui viviamo è scontato poter spiare i propri artisti preferiti in momenti più o meno intimi. Ma hai mai pensato che prima della grande diffusione di mezzi di comunicazione come cinema, televisione e internet tutto ciò non era possibile?

Oggi, del resto, è davvero troppo semplice. Basta andare a sbirciare i profili Instagram, Facebook o Twitter per cercare di decifrare le personalità più note del nostro tempo. Solo un secolo fa, invece, per poter conoscere i propri artisti preferiti si doveva presenziare per forza a qualche evento ufficiale.

Il sito culturale Openculture, però, ha pubblicato dei rarissimi video in bianco e nero di alcuni degli artisti più famosi del secolo scorso in situazioni private. In modo tale da poter dare la possibilità a chiunque di poter osservare per qualche istante come vivevano artisti come Monet, Degas e Rodin.

Nel video qui sopra, per esempio, puoi osservare Claude Monet, all’età di 74 anni, nel suo giardino a Giverny, circondato dalla sua più grande ossessione: le ninfee. Un elemento che ha accompagnato l’artista per tutta la vita, il cui obiettivo principale era quello di riuscire a carpire la luce. Tanto che gli ultimi suoi quadri presentano chiazze di tela bianca non dipinte: un’interpretazione personale della luce.

Il filmato di Monet risale al 1915, come quello su Edgar Degas. Nella clip qui sopra è possibile osservare l’artista in dolce compagnia tra le strade di Parigi, dove abitava e in cui la maggior parte delle sue opere ha ancora luogo, grazie all’utilizzo delle prime cineprese.

Infine l’ultimo video, datato sempre 1915, è dedicato allo scultore Auguste Rodin, il quale morirà due anni dopo. L’artista, ormai anziano, cammina tra i giardini dell’Hôtel Biron, che usava un po’ come seconda casa e soprattutto come studio. La sua scultura più celebre, Il pensatore, che rappresenta un uomo intento a una profonda meditazione, è attualmente conservata nel museo che porta il nome del suo stesso creatore, a Parigi.

Immagine via Youtube