Le

Le "rovine spaziali" a Cape Canaveral nelle foto di René Burri degli anni '70

Il fotografo zurighese René Burri, amico di Werner Bischof e membro dal 1959 della Magnum Photos fondata da Robert Capa e Henri Cartier-Bresson, è stato un grande fotoreporter del ‘900. Tanto che lo conosce anche chi non lo conosce, poiché alcuni suoi limpidi scatti, soprattutto ritratti, fanno parte della memoria visiva collettiva. Pensiamo anzitutto alla foto di Che Guevara col sigaro in bocca, da un servizio del 1963.

Ma anche ai ritratti di un Pablo Picasso disteso e sorridente a Cannes, con la  maglia a righe. E a quello, celeberrimo, di Le Corbusier. E poi Maria CallasAlberto GiacomettiIngrid Bergman, e molti altri.

Scatti la cui eccessiva popolarità tende a banalizzare forse l’immagine di un professionista amante dell’arte e della forma. E coinvolto dagli eventi politici del suo tempo. Grande fotografo di architettura, che ha viaggiato molto. Immortalando molta gente comune, dal Vietnam all’Italia alla Turchia al Brasile. Proprio da un tetto di São Paulo scattò un’altra delle sue foto più celebri, ‘Men on the rooftop’.

FOTOGRAFIE FAMOSE. Questa fotografia di Renè Burri scattata dal fotografo svizzero nel 1960 e dal titolo “Men on the rooftop” mi ha sempre affascinato. Mi sono sempre chiesto se quelle quattro persone che passeggiano sul tetto di un grattacielo brasiliano fossero gangster, tanto la scena sembra tratta da un film di Tarantino, o semplici impiegati di banca. C’è chi ci vede anche i livelli della stratificazione sociale con “quelli in alto” molto staccati da “quelli in basso” ma io ci leggo più che altro qualcosa di onirico, a tratti quasi Felliniano. E voi? #saopaulo #brasil #1960 #reneburri #sanpaolo #grattacielosanpaolo #grattacielo #skyscraper #burri #blackandwhite #blackandwhitephotography #fotografiefamose #brasile #leiene #tarantino #magnum #switzerland #renéburri #brasilblackandwhite #sixties #menonarooftop #gangsters #bankers #rooftop #oniric #shadow #biancoenero #fotografieinbiancoenero #bwphotography #fotografia

A post shared by Giacomo Giovanni Stecca (@ggsphotographer) on

Tra le fotografie più affascinanti di Burri vanno annoverate quelle della serie Space ruins. Foto bellissime delle rampe di lancio che portarono l’uomo sulla luna, in stato di abbandono, negli anni ’70.

Rovine spaziali: René Burri fotografa Cape Canaveral nel 1978

“Progettare, dirigere, svolgere attività aeronautiche e spaziali”, coinvolgendo la comunità scientifica e disseminando informazioni su quelle attività, è la missione fondamentale della NASA. E lo era già al suo atto di nascita, sessant’anni fa. Quando il National Aeronautics and Space Act divenne legge negli Stati Uniti.

Cape Canaveral, qualche decina di km da Orlando, in Florida, fu scelta dalla NASA come base di lancio per la sua posizione. È affacciata sull’Atlantico e molto a sud, cosa che permette ai razzi di sfruttare la “spinta” della rotazione terrestre. Le missioni dei primi tre programmi statunitensi di esplorazione spaziale con equipaggio—i programmi Mercury, Gemini e Apollo—furono lanciati a Cape Canaveral.

Il primo razzo fu lanciato nel 1959. Vent’anni dopo, nel 1978, Cape Canaveral era un guscio vuoto, lasciato alle indagini dei pellicani e delle aquile pescatrici. Quasi tutte le rampe di lancio e le infrastrutture annesse si trovavano in stato di abbandono, tra bunker decrepiti e aggregati di acciaio rugginoso, circondati e invasi naturalmente dal paesaggio paludoso circostante col suo vario teatro animale.

Proprio in quel momento René Burri lo fotografò, soprattutto a colori. La bellissima serie “Rovine spaziali” è stata da poco condivisa sul sito dell’agenzia Magnum, in occasione dei sessant’anni dalla nascita della NASA. Burri, che come abbiamo già detto era anche un grande fotografo di architettura, ha immortalato molta architettura statunitense, come il Getty Museum di Richard Meier , e Las Vegas. Le “Rovine spaziali” appartengono a questo filone.

Un’epoca di stallo fra l’era della “corsa allo spazio” e la nostra

Con un stesso respiro largo, quasi “cinematografico”, e un senso del dramma accentuato, il fotografo ha sottolineato la decadenza materiale dell’età d’oro delle esplorazioni spaziali.

In 1978, René Burri visited the Kennedy Space Center at Cape Canaveral, 63 miles from Orlando, Florida, set in the swampy landscape of 5600 hectares of a natural game reserve. Only some 20 years after their initial use, many of the early NASA rocket launchers and the associated infrastructure sat decaying. . Burri, whose eye for architecture has drawn him to photograph such American landmarks as the Richard Meier-designed Getty Musueum which sprawls across the hills of Santa Monica, Los Angeles; post-modern homes in Arizona, designed by Paolo Soleri; the curving east Hampton RoundHouse by Jack Lenor Larsen; and the faux monuments of Las Vegas, photographed the husks of space travel’s golden age with the same cinematic sense of scale and drama. . We share René Burri's 'Space Ruins' today on magnumphotos.com. Link in bio. . PHOTO: Space shuttle Columbia launching platform. Cape Canaveral, Florida. USA. 1978 . © @fondationreneburri/#MagnumPhotos . #ReneBurri #CapeCanaveral #NASA #space

A post shared by Magnum Photos (@magnumphotos) on

Tra i siti ripresi, c’è anche la piattaforma 39A, da cui il 16 luglio 1969 alle 13:32 partirono Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins: la missione Apollo 11. L’allunaggio sul “Mare della tranquillità”—e il piccolo passo per un uomo, ma un grande passo per l’umanità—sarebbero avvenuti quattro giorni dopo.

L’operato della NASA prosegue con nuovi progetti. E dai tempi dell’incursione di Burri, ormai 40 anni, molte rampe sono state distrutte e sostituite. A luglio 2018, ad esempio, sono state demolite le torri di lancio per i razzi Delta II, per far posto a un nuovo programma spaziale. Le foto di René Burri alle rovine di Cape Canaveral sono perciò il documento prezioso di un’epoca di stallo, tra gli anni della corsa allo spazio—ovvero la prima era spaziale—e l’era dell’informazione, la nostra, in cui, come aveva previsto uno scrittore straordinario come Arthur C. Clarke, le tecnologie connesse e dipendenti dall’esplorazione spaziale fanno parte della nostra vita ordinaria.

Rene Burri - Space Ruins, USA, 1978 © Rene Burri | Magnum Photos. Via

Rene Burri – Space Ruins, USA, 1978 © René Burri | Magnum Photos. Via

Molte fotografie a colori di René Burri, introdotte dalle parole del fotografo stesso, si trovano nel volume Phaidon Impossible Reminiscences. Per approfondire, un libro edito da Contrasto dedicato a René Burri. 

Immagine: Copertina