La colazione dei canottieri di Renoir è il quadro simbolo della gioia di vivere

La colazione dei canottieri di Renoir è il quadro simbolo della gioia di vivere

Con l’intenzione di superare la pittura in studio, tra la fine dei ’60 e i primi ’70 dell’800, Monet e Renoir andavano spesso a dipingere en plein-air, sulla Senna. Nacque l’arte degli impressionisti. Una ricerca sull’esperienza visiva come ponte fra il soggetto e l’oggetto.

Tra i vari maestri della stagione impressionista, Pierre-Auguste Renoir è sempre apparso il più lieve, il più incantato, incline all’amore per l’umanità.

Per me, un dipinto deve essere una cosa amabile, allegra e bella, sì, bella. Ci sono già abbastanza cose noiose nella vita senza che ci si metta a fabbricarne altre.

L’arguto Renoir ha prodotto due dei quadri oggi più universalmente celebri del firmamento impressionista. Entrambi glorificano la “la vie moderne” e la “joie de vivre“. Uno è il ballo al Moulin de la Galette del 1876. L’altro è La colazione dei canottieri dipinto intorno al 1881.

Renoir - Le déjeuner des canotiers. Phillips Collection, Washington. Via

Renoir – Le déjeuner des canotiers. Phillips Collection, Washington. Via

La colazione dei canottieri, uno dei capolavori dell’impressionismo

La colazione dei canottieri è un’opera matura, terminata alla vigilia di un viaggio in Italia in cui Renoir avrebbe rivalutato gli affreschi di Pompei e soprattutto gli affreschi di Raffaello a Villa Farnesina—ricchi di “lezioni” destinate a mutare la sua maniera.

L’occasione per il dipinto la fornì lo scrittore Émile Zola, amico—fu ritratto da Manet—ma anche spina nel fianco del movimento impressionista, al centro del suo romanzo L’Opera. Nel 1880, su Le Figaro, provocò gli impressionisti, sostenendo che la loro “formula”, nonostante lo sforzo, non aveva ancora prodotto un solo capolavoro e non aveva “ancora raggiunto la meta”, quale che fosse: probabilmente Zola era infastidito dal “disimpegno sociale” del gruppo.

Essi non mantengono mai ciò che promettono. Balbettano senza riuscire a parlare.

Tra i balbuzienti rispose alla “sfida”, paradossalmente, proprio Renoir: il meno interessato a teorizzare, a esprimere idee con la pittura. Rispose con la Colazione dei canottieri, il quadro simbolo della gioia di vivere.

Una balaustra taglia obliquamente il quadro (taglio ribadito dal tavolo). Di là c’è la Senna, oltre la vegetazione palustre si intravedono delle imbarcazioni a vela; di qua, un gruppetto di amici chiacchiera e si riposa sulla veranda di un locale di ristoro per vogatori. Che oggi c’è ancora.

L’isola degli impressionisti

È la Maison Fournaise nell’isolotto di Chatou, sulla Senna, non distante dall’isolotto di Croissy dove si trovava lo stabilimento immortalato da Renoir e Monet agli inizi della loro collaborazione, La Grenouillère. Molto frequentata durante la bella stagione, complice la moda del canottaggio, Chatou era prediletta dagli impressionisti tanto da essere rinominata oggi L’île des Impressionnistes. Renoir, in particolare, era affezionato alla Maison Fournaise e vi dipingeva en plein-air, accanto ai tralicci della sua pergola, dall’inizio degli anni ’70.

Renoir - Canotiers, Déjeuners au bord de la rivière, 1879. Art Institute of Chicago. Via

Renoir – Les canotiers (Déjeuner au bord de la rivière), 1879 ca. Art Institute of Chicago. Via

Gli uomini e le donne immortalati nella Colazione dei canottieri erano tutti amici del pittore. La ragazza che strapazza il cagnolino è Aline Charigot, fonte inesauribile di ispirazione per Renoir, sua futura moglie (e modella). L’uomo seduto di fronte a lei con canotta e cappello è il pittore Gustave Caillebotte. L’attrice Ellen Andrée è la figura che beve seduta e assorta. In fondo, il mitico poeta Jules Laforgue parla col critico d’arte Charles Ephrussi. Il figlio del proprietario della Maison Fournaise è l’uomo in piedi appoggiato alla balaustra (qui l’identificazione di tutti i personaggi).

Renoir - Le déjeuner des canotiers, particolare. Via

Renoir – Le déjeuner des canotiers, particolare. Via

La “joie de vivre” secondo Renoir

Passando da un soggetto all’altro ci sembra di sentire il brusio fitto, di vedere i riflessi rosati del tendone sui volti e gli abiti chiari e scuri, di partecipare alla saggia pigrizia postprandiale della brigatella. Anche se l’istantanea è ambientata fuori città, o forse proprio perché ritrae un momento di svago spontaneo di cittadini variamente impiegati nel mondo dell’arte, Renoir si impone più che mai come il “pittore della vita moderna“, i cui lineamenti aveva tracciato Baudelaire nel 1863.

All’assolutezza infatti, l’elemento invariabile del “bello” secondo il poeta francese, Renoir coniuga perfettamente il secondo, transitorio elemento, la storicità: attraverso i segnali della moda e dell’epoca che il suo fine spirito di osservazione e la concretezza del suo procedimento pittorico gli permettono di tradurre sulla tela. Scriveva Baudelaire:

Senza questo secondo elemento, che è come involucro dilettoso, pruriginoso, stimolante del dolce divino, il primo elemento sarebbe indigeribile, non degustabile, inadatto e improprio alla natura umana.

Non si può negare, infine, che La colazione dei canottieri contenga una delle più belle nature morte di tutto l’impressionismo, in colori luminosi e puri, non diluiti, in piena vista sul tavolo, esaltata dal bianco della tovaglia e delle canotte.

Renoir - Le déjeuner des canotiers, particolare. Via

Renoir – Le déjeuner des canotiers, particolare. Via

Per un’introduzione a Renoir ti consigliamo di abbinare questo profilo breve ma completo a questo catalogo. Delizioso il libro “Renoir, mio padre” scritto da uno dei più grandi registi della storia del cinema, Jean Renoir, figlio del pittore. 

Immagine: Copertina