Secondo questo ricercatore Don Chisciotte è veramente esistito

Secondo questo ricercatore Don Chisciotte è veramente esistito

Negli ultimi anni lo studioso di testi antichi Javier Escudero ha portato avanti una ricerca vastissima. Il cui fine ultimo è estremamente ambizioso. Cercare di scoprire se Don Chisciotte —lo strampalato cavaliere errante creato da Miguel de Cervantes—sia veramente esistito.

Le origini della grande opera che lo scrittore spagnolo terminò all’inizio del Seicento non sono mai state chiarite fino in fondo. Cervantes, nelle sue memorie, non aveva mai smentito che l’ispirazione del suo personaggio letterario fosse stata una persona realmente esistita. E, stando ai risultati ottenuti da Escudero, le cose andarono proprio così. Cervantes si ispirò a un tal Agustin Ortiz.

La leggenda del Don Chisciotte della Mancia

La scrittura del Don Chisciotte richiese a Cervantes più di 30 anni. Iniziò a scrivere il grande romanzo dopo la battaglia di Lepanto, a cui aveva preso parte con i crociati. Ricoverato in un ospedale di Messina, dove si trovava il quartier generale dello Stato Maggiore di don Giovanni d’Austria, lo scrittore iniziò a scrivere quest’opera che coniugava letteratura picaresca ed epico-cavalleresca. Pubblicandola nel 1605.

Ma il risultato valse lo sforzo. Questa storia racconta quella di un uomo che, in preda al delirio e alla passione per i romanzi cavallereschi, decide di improvvisarsi cavaliere errante—elevando a scudiero un umile contadino, e a dama amata una locandiera—e a svolgere una serie di rocambolesche avventure. Celebre, ad esempio, è lo scontro con i mulini a vento, che Don Chisciotte scambia per dei pericolosi giganti.

E nel corso del tempo è diventato uno dei romanzi più famosi di tutti i tempi. Riconosciuto come fondatore del romanzo moderno, al pari delle opere di Shakespeare per il teatro, e della Divina Commedia per la poesia.

Per diverso tempo i ricercatori hanno cercato di risalire all’ispirazione che portò Cervantes a creare questo personaggio così caratteristico e mitico. E appunto negli ultimi anni, Javier Escudero si è dedicato costantemente a questo: analizzando antichi documenti e archivi. E, 400 anni dopo la pubblicazione del Don Chisciotte, il ricercatore ha pensato di aver trovato la risposta.

La figura di Agustin Ortiz

Per risalire a ritroso nel tempo, Escudero si è affidato soprattutto agli archivi ecclesiastici della diocesi di Cuenca, nella parte centrale della Spagna. I documenti compilati che si trovano in questi archivi, infatti, sono inestimabili testimonianze storiche. Tracciano le figure degli abitanti più notabili vissuti nella zona durante i secoli, come dei veri e propri dossier. Racconti, resoconti, censimenti e atti processuali.

Il ricercatore, nel suo lavoro, partiva da un punto fermo: è certo, infatti, che Cervantes nel realizzare il suo personaggio avesse tentato di trasmettere alcuni aspetti della società del tempo. Ed è proprio da questo che sono nate le prime ipotesi circa la reale esistenza del Don Chisciotte.

Secondo la ricostruzione di Escudero, il nome di quest’uomo sarebbe stato Agustin Ortiz. Un personaggio piuttosto noto nella regione della Mancia, perché aveva avuto diversi problemi con la giustizia.

Ortiz era il figlio illegittimo di un vero cavaliere nobile. Il padre lo aveva sempre ripudiato, e questo lo affliggeva profondamente stando ai racconti degli archivi. Pur praticando la professione di cavadenti e di barbiere, Ortiz si atteggiava a hidalgo e aspirante cavaliere. Facendo riferimento alla sua discendenza nobile da parte di padre.

L’attacco ai mulini a vento

Come racconta Escudero, Ortiz era un uomo irascibile e propenso alle sceneggiate in pubblico. Il dettaglio che ha tolto tutti i dubbi sulla vera identità di Don Chisciotte a Escudero, infatti, riguarda una di queste sceneggiate a cui si era prestato Ortiz. In preda a un attacco di furia, l’aspirante cavaliere si era scagliato contro dei mulini. Questa “impresa” gli era valsa una denuncia per eresia. Le autorità credettero che stesse attentando alla croce del mulino in quanto simbolo del cristianesimo. Un dettaglio, questo, che ha fatto credere a molti filologi che Escudero finalmente sia riuscito a risolvere il mistero dell’origine di Don Chisciotte.

Immagini: Copertina