Questo ricercatore inglese ha forse trovato la

Questo ricercatore inglese ha forse trovato la "soluzione" del manoscritto Voynich

Ci sono libri che tutti fingono di aver letto, libri distillati, quelli con le copertine più belle e famose, quelli che hanno cambiato l’andamento della storia, quelli che hanno cambiato profondamente la società, quelli incompiuti, i più amati dagli scrittori, i libri che non si possono leggere, quelli più odiati, quelli difficili, quelli che sul bordo nascondono un segreto e quelli che lo fanno anche tra le pagine

È stato definito da molti filologi il “libro più misterioso del mondo”. Stiamo parlando del manoscritto Voynich. Di questo unico esemplare, di 204 pagine (14 fogli sono andati perduti) sappiamo che deve essere stato scritto in un periodo di tempo compreso tra il 1404 e il 1438.

Suddiviso in quattro sezioni, di astronomia, biologia, farmacologia e botanica, il manoscritto è ricco di illustrazioni strane (stelle, piante, figure femminili). La difficoltà risiede soprattutto nella lingua in cui è scritto, non riconducibile a nessun alfabeto conosciuto. È stato scansionato integralmente e messo online per essere consultato da tutti.

Nessuno è riuscito a dare una spiegazione definitiva, finora. Qualche tempo fa è uscito un articolo, intitolato emblematicamente Voynich manuscript: the solution, (“Manoscritto Voynich: la soluzione”), scritto da Nicholas Gibbs che ha trovato forse una strada. Non si tratta di una risposta definitiva, ma la sua soluzione è suggestiva e credibile.

La soluzione di Gibbs non convince tutti gli studiosi, ma fino a quando non sarà confermata non potrà che essere così. Il medievalista inglese sta studiando questo testo da anni e nell’articolo scrive: “Grazie alla mia lunga esperienza nell’interpretare iscrizioni latine sui monumenti classici e su placche nelle chiese inglesi, ho riconosciuto nel testo del Voynich le caratteristiche tipiche di un testo latino abbreviato”.

Gibbs però ha notato che le interpretazioni delle abbreviazioni dipenderebbero di volta in volta dal contesto in cui sono immerse. Per Gibbs i caratteri non vanno intesi come singole lettere, ma come abbreviazioni di parole.

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Gibbs non dice di averlo interpretato da questo punto di vista, perché è estremamente difficile ricostruire l’intero sistema di riferimenti, visto che è impossibile essere certi anche dell’ordine, mancando il numero delle pagine.

Ma questa mancanza è stata compensata dalle immagini: secondo Gibbs suggerirebbero l’idea che il manoscritto parli di erboristeria, astrologia e cure termali. In alcuni libri più antichi come il De Balneis Puteolanis (del XIII sec.) Gibbs ha trovato le stesse illustrazioni del Voynich.

Lo studioso ha affermato che si tratterebbe di un “manuale di istruzioni per la salute e il benessere delle dame più facoltose, probabilmente compilato su misura per una signora in particolare”.

Questo genere di libri era spesso corredato da un indice che aiutava a decifrare le informazioni (che spesso si ripetono una seconda volta all’interno del testo). Trovare l’indice (anche se forse perduto per sempre) sarebbe l’unico modo per avere una risposta definitiva sull’interpretazione del libro. Fino ad allora dobbiamo procedere per tentativi, e quello di Gibbs sembra convincente.

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