Secondo questo ricercatore italiano il cavallo di Troia era in realtà una nave

Secondo questo ricercatore italiano il cavallo di Troia era in realtà una nave

Gli scrittori classici non hanno contribuito soltanto a fondare la letteratura occidentale, ma hanno anche creato una serie di miti narrativi che si sono perpetrati per secoli e secoli. Come quello del cavallo di Troia ad esempio, lo stratagemma utilizzato che consentì agli Achei di penetrare con l’inganno a Troia dopo un lunghissimo assedio. Ma questo episodio potrebbe essere in realtà andato diversamente.

L’assedio alla città—che si trovava nell’odierna Turchia—è avvenuto veramente, ma riguardo alla vera natura del mezzo che consentì di conquistarla ci sono da sempre molti dubbi. Alcuni ritengono che il famoso cavallo non fosse altro che un’arma da guerra in grado di sfondare le porte barricate delle mura (come un gigantesco ariete), mentre per altri è solo un mito e nient’altro. Recentemente, però, un ricercatore italiano ha avanzato un’ipotesi che getta una nuova luce sulla vicenda: il cavallo di Troia in realtà era una nave.

Il ricercatore che ha avanzato questa ipotesi si chiama Francesco Tiboni, e secondo la sua ricostruzione gli Achei disponevano nella loro flotta di una speciale nave da trasporto di progettazione fenicia chiamata “Hippos“, che in greco antico significa appunto “cavallo”. Sua caratteristica distintiva era quella di avere una polena a forma di testa di cavallo a prua.

La scoperta di Tiboni si basa su due aspetti fondamentali: l’ignoranza di coloro che tramandarono le opere omeriche, e la cultura tecnica e militare dello scrittore. I traduttori che trascrissero l’Odissea probabilmente non furono in grado di cogliere la sfumatura nelle parole di Omero perché non possedevano le nozioni necessarie circa la storia militare dell’epoca. Nozioni che invece aveva Omero, che nella sua opera dimostra una grande perizia tecnica nel descrivere le imbarcazioni.

Questa scoperta, comunque, rende più credibile e comprensibile l’episodio che pose fine all’assedio di Troia: le navi come le Hippos erano infatti adibite al trasporto di merci di valore, e quindi questo rende più veritiero il cedimento dei troiani che probabilmente posero fine alle barricate proprio perché pensavano di poter razziare le merci abbandonate nella nave.

Secondo la versione offerta dalla letteratura classica così come la conosciamo, i troiani fecero entrare il cavallo all’interno delle mura perché ritenuto un dono offerto dagli Achei, che finsero di dichiararsi sconfitti e nascosero alcuni guerrieri valorosi all’interno del cavallo: ma non esiste alcuna testimonianza secondo cui costruire una gigantesca statua di legno fosse considerato un dono, e sembra strano che i troiani si siano lasciati ingannare così.

Comunque sia, la sostanza della vicenda non cambia: cavallo di legno o nave, l’Hippos fu una grande trappola che li colse di sorpresa.

Immagini: Copertina