Richard Avedon, il visionario che ha rivoluzionato la fotografia di moda

Richard Avedon, il visionario che ha rivoluzionato la fotografia di moda

Grazie agli sviluppi tecnologici contingenti, il Novecento è stato il secolo della sperimentazione fotografica. Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, Gianni Berengo Gardin sono solo alcuni dei fotografi che sono riusciti in questa impresa, soprattutto nel reportage, ma nella lunga lista dei grandi ci sono anche personalità che hanno completamente rivoluzionato altri campi. È il caso del fotografo statunitense Richard Avedon, il quale portò la sua personale visione della fotografia di moda sulle più grandi riviste internazionali.

[advertise id=”hello-amazon”]

Nato a New York nel 1923, Avedon è fin da subito un ragazzo fuori dagli schemi. Stanco di seguire le lezioni, lascia presto la scuola, per arruolarsi come fotografo nella marina militare. Ufficialmente si occupa di documentare autopsie e di foto per documenti d’identità, ma nel tempo libero consuma intere pellicole per scattare dei ritratti ai suoi compagni di viaggio.

Tornato in terra natia, ormai attratto dalla ritrattistica e dai lavori del fotografo ungherese Martin Munkácsi, inizia sia a collaborare con uno studio fotografico che a frequentare un corso alla New School for Social Research. Le lezioni sono tenute dal direttore di Harper’s Bazaar Alexey Brodovitch che, osservate le qualità di Avedon, gli chiede di collaborare per dei servizi fotografici.

avedon

Avedon però non vuole immortalare le modelle in pose neutre e in contesti anonimi, ma vuole portarle per strada e che sembrino in movimento. È una intuizione che lo porta a diventare presto direttore artistico della testata, una collaborazione che durerà ben 12 anni. Sarà il ruolo che gli permetterà di fotografare grandi personaggi come Marilyn Monroe, di collaborare a un libro con lo scrittore Truman Capote, di lavorare in seguito con Vogue, Life, Versace, Jil Sander, Christian Dior.

Senza girarci troppo attorno, Avedon ammette che certe fotografie e ritratti di moda sono costruiti, ma che sta nella bravura del fotografo cogliere l’essenza psicologica del soggetto e capire dove fargli posizionare le mani. “Tutti gli artisti del ritratto devono pensare a cosa fare delle mani”, spiega Avedon invitato al MoMA nel 1986. “Non è affatto vero che il ritratto è una specie di momento catturato all’interno di un flusso di gesti”.

avedon

A proposito di mani e di Christian Dior: una delle foto più note di Avedon è sicuramente “Dovima con gli elefanti”. Si tratta di uno scatto, realizzato a Parigi nel 1955, in cui la bellissima modella di Dior poggia la mano destra sulla proboscide di un elefante, mentre tende la sinistra inarcandola verso l’alto.

Oltre a creare immagini eleganti, però, Avedon si è dedicato anche al reportage—anche se mescolandolo alla ritrattistica. È un esempio il suo famoso progetto “In the American West, una raccolta di 762 ritratti—rigorosamente con sfondo bianco—di operai, contadini e famiglie dell’America più nascosta.

Avedon è morto nel 2004 a seguito di un’emorragia cerebrale, ma le sue opere immortali sono oggi esposte nei musei più importanti del mondo, dal MoMA al Metropolitan Museum of Art di New York, fino al Centre Georges Pompidou di Parigi.

Per saperne di più, visita il sito della Richard Avedon Foundation.

Immagini via Getty Images