La terribile storia della Risiera di San Sabba, il lager nazista sull'Adriatico

La terribile storia della Risiera di San Sabba, il lager nazista sull'Adriatico

Dall’ottobre 1943 alla notte fra il 29 e il 30 aprile 1945, quando, sopravveniente l’esercito di liberazione jugoslavo, parte dell’edificio venne fatta saltare in aria dai nazisti in fuga, lo stabilimento della Risiera di San Sabba a Tireste—che era stato utilizzato dal 1913 al 1929 per la raffinazione, l’essiccazione e la pilatura del riso, e poi abbandonato—è stato il più terribile, il più operativo dei lager istituiti dalle autorità tedesche sul suolo del Regno d’Italia. L’unico lager italiano in cui fu collocato un forno crematorio.

Vi transitarono e/o vi morirono italiani. Sloveni. Croati. Ebrei triestini (anche anziani prelevati dagli ospizi), partigiani, civili. Oggi, dopo un lungo e complicato processo di musealizzazione e ristrutturazione, è ancora possibile visitare la Risiera: il corpo centrale dell’edificio (adibito a caserma). Le camerate per i detenuti in attesa dei convogli verso Auschwitz, Birkenau, Flossenbürg, Ravensbrück.

Le diciassette microcelle, che, oltre che da stiva per i torturati, servivano da magazzino in cui accatastare i frutti delle spoliazioni. E la cosiddetta “cella della morte”, da cui si usciva solo per essere trucidati in loco—per gassazione, fucilazione o colpi di mazza—e infine sparsi, in cenere, sul litorale triestino.

Essa si presenta quale effettivo microcosmo delle forme e dei modi della politica nazista di repressione e di stermino.

Così lo storico triestino Elio Apih ha definito con espressione incisiva la natura “composita” della Risiera. Il luogo era ufficialmente un campo di detenzione di polizia (Polizeihaftlager). Ma serviva, allo stesso tempo, da centro di raccolta per ebrei in attesa dei convogli. E da campo di eliminazione dei prigionieri politici e dei soggetti che si riteneva conveniente, secondo il concetto di vita indegna di essere vissuta, eliminare subito anziché inviare in Polonia.

Dall’ottobre 1943 all’aprile 1945: il lager della Risiera di San Sabba

L’identificazione degli uccisi è stata sempre difficile. Stime diverse, a seconda dei criteri, hanno ipotizzano un numero di vittime che va da un minimo di 2000 persone—basandosi sulle testimonianze all’epoca del processo di Trieste (1976)—a un massimo di 5000 secondo Ferruccio Fölkel.

Una data simbolica che segni l’inizio dell’attività della Risiera è individuata nel 4 aprile 1944. Allora furono bruciati i corpi di 71 civili uccisi per ritorsione, in seguito a un attentato nel cinema del quartiere triestino di Opicina in cui erano morti 7 soldati tedeschi. Si tratterebbe della “inaugurazione” del crematorio—progettato dallo “specialista” Erwin Lambert inviato a Trieste dopo aver contribuito all’Aktion Reinhard—e realizzato all’interno del vecchio essiccatoio della Risiera (nella foto sotto, i “segni” del crematorio distrutto).

Anche se, come avrebbero lasciato intendere le dichiarazioni successive di alcuni testimoni—ad esempio quella di Laura Austerlitz, catturata nel marzo 1944 , sopravvissuta a Birkenau, e citata anche in una pagina memorabile dell’ultimo romanzo di Sebald, intitolato proprio Austerlitz—l’attività di “smaltimento” dei corpi, nel vecchio essiccatoio anziché nel crematorio, era iniziata probabilmente già prima del 4 aprile 1944.

L’occupazione tedesca del litorale adriatico

L’area periferica della Risiera, d’altronde, era già stata individuata dai tedeschi nel 1943. Subito dopo l’occupazione di Trieste seguita all’armistizio di Cassabile. La fascia nord-est del Regno, sottratta effettivamente alla Repubblica Sociale, era stata divisa in due zone di operazioni: la Prealpi e l’OZAK. Zona d’operazioni del litorale adriatico, quest’ultima, estesa dalla provincia di Udine fino a Fiume e Lubiana, incluse Gorizia e Trieste.

Il modello della zona di operazioni garantiva, oltre all’occupazione militare, che il territorio fosse soggetto di fatto all’autorità civile e amministrativa tedesca. Ai suoi vertici stavano Friedrich Rainer, il gauleiter della Carinzia e dell’OZAK. Ludwig Kübler, responsabile militare. E Odilo Globočnik nel ruolo di comandante delle SS e della polizia. Una sorta di triumvirato, come afferma Tristano Matta in una densa puntata Wikiradio. Emanazione della politica policratica del nazismo—così per primo la definì Franz Neumann nel libro “Behemoth” (1944): ovvero della (caotica) proliferazione e giustapposizione di poteri, competenze e organi sopra uno stesso oggetto.

Globočnik, uno dei maggiori criminali tra gli ufficiali nazisti nell’intero periodo bellico—aveva coordinato l’Aktion Reinhard—convocò circa 400 uomini. Tra questi, un centinaio di uomini molto fedeli riuniti nella Abteilung R (Reparto R: la lettera sta appunto per Reinhard). Le attività puntuali di questa sezione composta da tanti Maximilien Aue dal vario background erano il rastrellamento nel territorio dell’OZAK (servendosi anche dei collaborazionisti). La confisca delle proprietà agli ebrei. La caccia e la persecuzione agli oppositori politici. La lotta ai partigiani.

Visitare la Risiera di San Sabba

Il 31 maggio 1945, un mese dopo la notte del 30 aprile in cui ordinò di demolire con l’esplosivo il crematorio e la ciminiera della Risiera di San Sabba (nella foto sopra ne vedi l’ingresso), Globočnik ingerì una capsula di cianuro prima di essere catturato. Un processo in Italia si aprì nel 1975 e si concluse nel 1976. Il banco degli imputati però era vuoto. Poiché i principali protagonisti di questa storia, fra i carnefici, erano morti liberi a processo in corso, o erano già stati giustiziati, o, come Joseph Oberhauser, hanno potuto restare impuniti in Germania per l’impossibilità di chiederne l’estradizione.

Dichiarata Monumento Nazionale nel 1965, la Risiera di San Sabba ha attraversato un processo di musealizzazione lungo e delicato. Anche a causa della necessità di distanziarsi dall’idea della violenza nel momento in cui la comunica, anche didatticamente, come “memoria”.

Chi passa per Trieste non può mancare una visita, che è gratuita, alla Risiera di San Sabba. Qui tutte le informazioni. L’articolo è stato compilato tenendo specialmente conto delle informazioni fornite dallo storico Tristano Matta in questa puntata Wikiradio. Imperdibile anche questa puntata di Le meraviglie, con Mauro Covacich, dedicata alla Risiera.

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Immagine di Copertina di Mivanci via WikipediaCommons (GDFL)