È stata ritrovata una lettera commovente di Walt Whitman scritta per un soldato in fin di vita

È stata ritrovata una lettera commovente di Walt Whitman scritta per un soldato in fin di vita

Da sempre, ogni scrittore ha le sue abitudini: William Shakespeare era solito firmarsi ogni volta con un cognome diverso, Truman Capote non cominciava né terminava un lavoro di venerdì, Honoré de Balzac scriveva di notte. Ma c’è un poeta che, durante la guerra civile americana nella seconda metà dell’Ottocento, si mise addirittura a scrivere per altri. Si tratta di Walt Whitman, l’autore di Foglie d’erba.

All’epoca, Walt Whitman, nordista e convinto antischiavista, era solito recarsi negli ospedali. Durante queste visite, cercava di rendersi utile il più possibile: aiutava, infatti, i soldati feriti a scrivere ai loro familiari. Come raccontò al New York Times nel 1864: “Ne faccio di tutti i tipi, anche lettere d’amore.”

Queste lettere, però, sono davvero rare. Se ne conoscevano solo due, almeno fino a qualche giorno fa. La notizia è che ne è stata ritrovata una terza. Si tratta di una lettera scritta nel 1866 per conto di Robert N. Jabo dell’8° fanteria del New Hampshire, il quale stava morendo di tubercolosi e aveva un assoluto bisogno di scrivere alla moglie e di salutare i suoi sei figli.

L’incipit della lettera è molto semplice: “Cara moglie, devi scusarmi se non ti ho scritto, ma sono malato…” La cosa interessante, però, è che nel testo si dica che “un amico” al suo “fianco” lo stia aiutando a redigerla. Della sua identità non vi è alcun dubbio, dato che il post scriptum consta di due parole inequivocabili: Walt Whitman.

A ritrovare il prezioso reperto è stata Catherine Wilson, una dei 60 volontari che stanno archiviando e digitalizzando a Washington i documenti sulle pensioni di reversibilità ricevute dalle vedove ai tempi della guerra civile americana.

In tutto questo, la conferma ufficiale dell’autenticità della lettera di Whitman arriva proprio dagli esperti: Kenneth M. Price ha spiegato che oltre alla grafia, l’abitudine di Whitman nel sostituire la “e” con il segno “+” è un elemento che lo ha sempre contraddistinto.

Immagine via Flickr