"The Realms of Unreal": il romanzo più lungo del mondo

Per una chiara ragione commerciale, gli editori vedono con diffidenza i romanzi troppo lunghi: richiedono al lettore un certo impegno e per questo motivo anche i più belli tendono a vendere di meno. Nella storia della letteratura, però, sono molti i libri divenuti famosi per la loro vastità. Il più celebre dei quali è un romanzo di oltre 16mila pagine, scritto da Henry Darger.

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Il libro è conosciuto con il titolo The Realms of Unreal, ma in realtà inizialmente il romanzo si intitolava The story of the Vivian girls, in What is known as the Realms of the Unreal, of the Glandeco-Angelinnian War Storm, Caused by the Child Slave Rebellion: un titolo chilometrico che testimoniava un’opera dalla lunghezza mai vista.

L’opera fu ritrovata solo dopo la morte dell’autore, e rappresenta uno degli esperimenti più riusciti di quella corrente nota come Outsider Art: una categoria che riunisce tutte quelle opere realizzate da non professionisti che lavorano al di fuori di qualsiasi canone estetico o teorico del mondo dell’arte.

Darger aveva passato molto tempo in un istituto psichiatrico, e una volta uscito aveva portato avanti una vita estremamente semplice e ritirata: per questo motivo i suoi lavori risentono di questa prospettiva isolata dal mondo, in cui è il fantastico a prevalere.

The Realms of Unreal racconta le vicende di una colonia di bambini cristiani, abitanti di un pianeta immaginario, che lottano contro altre colonie di bambini per salvare la fittizia nazione cristiana di Abbiennia. Protagoniste del romanzo sono le sette sorelle Vivian—motivo per il quale il libro è noto anche con il titolo di Vivian Girls—e l’intero lavoro presenta una serie di riferimenti storiografici, in particolare alla Guerra Civile Americana.

Per portare a termine questo lavoro, Darger lavorò alacremente per sette anni, e attraverso la smodata mole delle pagine scritte cercò di delineare un vero e proprio universo narrativo. Arrivato al termine del libro, lo scrittore ipotizzò due finali: uno positivo, e uno negativo. Non riuscì mai, però, nemmeno a cercare un editore: questa opera vastissima, infatti, venne scoperta solo dopo la sua scomparsa.

Immagini: Copertina