Sabina, la donna che contribuì alle teorie di Freud e Jung

Sabina, la donna che contribuì alle teorie di Freud e Jung

La vera seduzione è sempre psicologica e mai fisica. La seduzione è come un gas inodore inalato, i cui effetti si avvertono soltanto quando l’avvelenamento è avvenuto.

Aldo Carotenuto, Diario di una segreta simmetria

Ti abbiamo già raccontato della storia di Mileva, la moglie di Einsten, che contribuì in maniera fondamentale alle teorie di Einstein. Un’altra donna, Sabina Spielrein, influenzò invece la vita e l’evoluzione del pensiero dei padri della psicanalisi, Freud e Jung.

Sabina è conosciuta di più per la sua storia d’amore con Jung che per i suoi studi in ambito scientifico, eppure ha avuto un consenso molto ampio tra i medici dell’epoca, diventando una psichiatra molto apprezzata. Addirittura una delle sue teorie, la componente distruttiva dell’istinto sessuale, fu un pensiero poi rielaborato da Freud con il concetto di pulsione di morte nel saggio Al di là del principio di piacere, tanto che alcuni insinuarono che Freud “rubò” la teoria di Sabina.
La Spielrein sviluppò anche idee molto rivoluzionarie specialmente nell’ambito della psicoanalisi infantile e della psiche femminile.

La storia clinica di Sabina Spielrein e l’incontro con Jung

Ma partiamo dai fatti. Siamo a Zurigo, nel 1904. La diciottenne Sabina Spielrein viene ricoverata nell’ospedale psichiatrico dove lavorava un giovane e promettente medico, il trentenne Carl Gustav Jung. La ragazza era psicotica ma in breve tempo Jung riuscì a guarirla, sperimentando su di lei l’appena nato metodo psicoanalitico.

Sabina una volta guarita, si iscrisse all’Università di Medicina, specializzandosi con ottimi risultati in psichiatria, e diventando il primo medico a studiare la schizofrenia con idee riprese successivamente da Freud. Come nel più classico transfert psicanalitico, Sabina ebbe un attaccamento sempre maggiore verso il suo “salvatore”, Jung. L’intesa tra i due era intellettiva e fisica e fu travolgente per entrambi. Con lui instaurò una relazione amorosa che durò per sette anni, anche se il medico era già sposato.

Inoltre Jung non seguì la condotta medica che vieta rapporti di qualsiasi natura con i pazienti psichiatrici. Sabina lo amava molto, non solo perché aveva rappresentato la sua cura, ma anche perché, intelligente e colta com’era, capì immediatamente la statura intellettuale dell’uomo che amava.
La Spielrein esercitò sullo sviluppo del sistema psicanalitico di Jung un’influenza decisiva come raccontato da Bruno Bettelheim in un saggio che racconta la vicenda.

Io ero pronta a morire per lui, a donargli la mia innocenza. Era il mio primo amore giovanile. Una vita senza di lui, o che almeno non fosse dedicata a lui, al bambino che volevo dargli, mi sembrava impossibile. (…) A volte sento così forte l’intensità della mia passione e l’affinità delle nostre anime che mi chiedo se non avrei dovuto strapparlo completamente alla moglie.

Dal diario personale di Sabina Spielrein, 1910

Il rapporto tra i due amanti coinvolse anche Sigmund Freud che venne a conoscenza della loro relazione. La scoperta di questo legame sentimentale, fu per Freud un duro colpo ma anche un modo per conosceresperimentare le teorie psicanalitiche di Sabina. Nel 1906 Jung chiese aiuto a proposito di un “caso clinico difficile”, confessando il suo amore per Sabina.

La ragazza si distaccò a poco a poco da Jung perché questi non volle darle un figlio nonostante lo desiderassero entrambi. Jung rifiutò di lasciare la sua famiglia e lei si sentì profondamente turbata. Chiese perciò aiuto a Freud per uscire da questa situazione.
Dalle lettere di Freud emerge come lui considerasse Sabina una collega molto competente e da qui l’inizio di una proficua collaborazione tra i due.

La carriera di Sabina come psichiatra infantile

La Spielrein comprendendo la fine dell’amore con Jung, si sposò con un medico russo da cui avrà due figlie. Iniziò a lavorare come psichiatra e pedagoga, fondando “l’Asilo Bianco”, un ospedale psichiatrico, ma anche un luogo di formazione molto progressista, dove i bambini erano educati all’insegna della libertà espressiva. Sperimentò con successo questi metodi pedagogici innovativi derivati dalla sua profonda conoscenza della psiche.

Morì nel 1942 uccisa dai nazisti in quanto ebrea. Jung invece iniziò una nuova relazione con una sua ex paziente, anch’essa ebrea, anch’essa psichiatria.

Per approfondire:

La relazione tra la Spielrein e Jung e la triangolazione con Freud, è stata studiata e “scoperta” da un importante psicanalista junghiano Aldo Carotenuto che ha ritrovato buona parte delle lettere di Sabina, Jung e Freud (Diario di una segreta simmetria. Sabina Spielrein tra Freud e Jung). Questa storia è stata oggetto anche di ricostruzioni cinematografiche, come quella del regista David Cronenberg che ha diretto A Dangerous Method e del regista italiano Roberto Faenza con il film Prendimi l’Anima.

Foto: Wikipedia