Salvador Dalí, guida al surrealista spagnolo

Salvador Dalí, guida al surrealista spagnolo

Il surrealismo è stato uno dei movimenti artistici che ha rivoluzionato totalmente la concezione dell’arte nel Novecento. Nacque nella Parigi degli anni Venti, come naturale evoluzione del Dadaismo, e toccò molte arti, dalla pittura alla letteratura, fino ad arrivare al cinema. In generale, i surrealisti credevano nella forza dell’inconscio nel processo creativo, dando così vita a opere oniriche.

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I più famosi esponenti del surrealismo sono senza alcun dubbio René Magritte e Salvador Dalí. Mentre però il primo era un individuo piuttosto morigerato, il secondo voleva vivere una vita, in tutto in tutto e per tutto, surrealista.

Del resto, fin da subito la storia di Dalí (1904-1989) è davvero particolare. I suoi genitori lo chiamarono “Salvador” come il figlio che avevano perso poco tempo prima, in quanto erano assolutamente convinti fosse la sua reincarnazione.

C’è da dire, però, che i suoi genitori assecondarono fin da subito le inclinazioni artistiche di Dalí. Prima organizzando alcune mostre amatoriali dei disegni a carboncino del figlio, poi permettendogli di iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Madrid—dalla quale fu cacciato nel 1926, in quanto si rifiutò di sostenere gli esami finali davanti a una “commissione poco competente”.

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Salvador Dalí – Oasis (1946) via

Così, dopo l’accaduto, Dalí decise di trasferirsi a Parigi, dove iniziò la sua scalata verso il successo. Conobbe grandi artisti come il pittore cubista Picasso e il regista  Luis Buñuel con il quale collaborò alla realizzazione del film surrealista “Un cane andaluso.

Nello stesso anno della realizzazione del film—il 1929—avvenne anche l’incontro più importante di Dalí: quello con Gala Éluard. Si sposarono cinque anni dopo, e lei divenne anche la sua manager: era bravissima tanto nel curare l’immagine pubblica del marito quanto nel promuovere le sue opere.

In questi anni Dalí realizzò anche una delle sue opere più famose: La persistenza della memoria (1931), in cui gli “orologi molli” simboleggiano la relatività dello spazio e del tempo.

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Il Dalí Atomico, fotografia di Philippe Halsman (1948), realizzata durante la preparazione dell’opera via

A causa dello scoppio della Seconda guerra mondiale, Dalí e consorte decisero di trasferirsi a New York nel 1940. Qui il pittore surrealista venne accolto proprio come una star e le sue collaborazioni del periodo lo confermano. Lavorò con personaggi come Walt Disney e Hitchcock, disegnò il logo dei Chupa Chups, e anche una collezione di arredi.

Dopo la morte della moglie nel 1982, Salvador Dalí decise di chiudersi in casa. Morì a causa di un attacco di cuore a 84 anni, dopo una vita che era stata in tutto e per tutto un’opera d’arte.

Immagine di copertina via Wikipedia