Sandro Botticelli, guida al maestro del Rinascimento

Sandro Botticelli, guida al maestro del Rinascimento

Durato all’incirca dalla metà del XIV secolo fino al XVI secolo, il Rinascimento è stato uno dei momenti di massimo splendore del panorama artistico italiano. In quel periodo gli artisti e i letterati, infatti, ritrovarono nuovamente un forte interesse per gli studi classici che si tradusse ben presto nella realizzazione di opere altamente innovative.

Questo nuovo modo di concepire il mondo si sviluppò soprattutto a Firenze, la città dove nacque nel 1444 uno dei suoi massimi esponenti: Sandro Botticelli. Il vero nome del pittore fiorentino in realtà era Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi, ma l’appellativo “Botticelli” che avevano affibbiato al fratello Giovanni fu presto esteso anche a lui e a tutti i maschi della sua famiglia.

Al di là dell’origine del nome con cui è passato alla storia, Sandro Botticelli mostrò fin da subito il suo talento. Nel 1464 divenne apprendista di Filippo Lippi, iniziando soprattutto a dipingere figure sacre, tra cui alcune delle sue madonne più note. Almeno fino a quando all’età di 26 anni non aprì una bottega personale, dove i signori dell’epoca potevano recarsi per commissionargli dei dipinti da realizzare.

sandro botticelli

Proprio in questo periodo Botticelli iniziò a interessarsi al classicismo—passione che gli permise di accedere alla corte di Lorenzo il Magnifico. Tra le opere che gli commissionò il signore di Firenze, L’adorazione dei Magi è tra le più note. In questo quadro non solo i membri della famiglia Medici sono ritratti nei panni dei protagonisti dell’opera, ma figura anche lo stesso Botticelli (è il ragazzo all’estrema destra con la veste marrone).

sandro botticelli

Grazie alla protezione della famiglia Medici, Botticelli poté sperimentare sempre di più. Dipinse così le sue due opere—ammirabili ancora oggi alla Galleria degli Uffizi di Firenze—più note: La primavera, realizzata nel 1482, e La nascita di Venere, ultimata nel 1485.

In generale, i soggetti di Botticelli non sono sempre ben proporzionati. Prendendo a esempio la Venere, questa ha l’ombelico troppo alto e il busto troppo lungo. Ma è proprio grazie alla bellezza imperfetta mista a un lirismo irreale che le opere del pittore fiorentino sono passate alla storia.

sandro botticelli

Dopo aver contribuito nel 1480 alla realizzazione di tre affreschi della Cappella Sistina come ambasciatore di Firenze, però, cambiò di colpo la vita dell’artista. Con la caduta dei Medici e la presa del potere del frate Girolamo Savonarola nel 1494, l’artista smise di dedicarsi a soggetti mitologici e si concentrò esclusivamente a soggetti religiosi. D’altra parte, era il periodo dei falò delle vanità in cui i seguaci di Savonarola bruciavano ciò che non ritenevano consono alla fede cristiana.

A causa di tutti questi nuovi fattori, Sandro Botticelli cadde in disgrazia e morì in povertà nel 1510. Solo tre secoli dopo l’artista rinascimentale venne rivalutato e da allora il mondo non ha mai smesso di apprezzarlo per il suo lascito inestimabile.

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