Lo Schiaccianoci: il balletto di Natale compie 125 anni

Lo Schiaccianoci: il balletto di Natale compie 125 anni

Lo Schiaccianoci è il balletto più rappresentato nel mondo durante il periodo di Natale: kitsch, adorabile, adatto a tutti e, soprattutto, fondato su un capolavoro musicale del compositore russo Pëtr Il’ič Čajkovskij. Quest’anno, a dicembre-gennaio, è in cartellone all’Opera di Roma. Al San Carlo di Napoli. Al Teatro Carlo Felice di Genova. Al Piccolo Teatro di Milano (dov’è già tutto esaurito). Al Teatro Francesco Cilea di Reggio Calabria. Ed è un elenco parziale.

Se Lo Schiaccianoci è un evergreen che mette d’accordo bambine, bambini e adulti, lo deve specialmente all’atmosfera da fiaba natalizia, alla splendida partitura musicale di Čajkovskij (o Ciaikovskij, o Tchaikovsky: la pronuncia non cambia), e alla durata non scoraggiante (è lungo più o meno quanto una partita di calcio). Ma anche ai bizzarri elementi della storia. Scontri all’ultimo sangue fra soldatini di legno e topi malvagi, fiocchi di neve animati e fiori danzanti, hanno sempre permesso agli scenografi e ai coreografi di divertirsi.

Intorno al 1890, dopo il successo della sua Bella Addormentata, a Čajkovskij fu commissionato un nuovo balletto dal direttore del Teatro Imperiale di San Pietroburgo, Ivan Vsevolojski. Il coreografo Marius Petipa propose quindi un adattamento di un racconto di Alexandre Dumas padre, Histoire d’un casse-noisette (Storia di uno schiaccianoci). Questo era a sua volta una versione semplificata della fiaba d’autore Nussknacker und Mausekönig (Schiaccianoci e il Re dei topi, 1816) dello scrittore romantico tedesco E.T.A. Hoffmann. Dumas aveva eliminato dalla storia di Hoffmann sia la tinta horror che la totale, deliberata confusione fra realtà e finzione.

La storia dello Schiaccianoci, in breve

La sera della vigilia, la piccola Clara (Masha nelle produzioni russe, Maria nella fiaba originale) si affeziona particolarmente a un piccolo dono di Natale fattole dal bizzarro padrino Drosselmeier. È uno schiaccianoci artigianale tedesco, di quelli che somigliano a soldatini. Di notte, quando tutti sono a letto tranne Clara, intenta a contemplare il suo schiaccianoci, tutta la casa prende vita solo per lei. La bambina assisterà sbalordita alla battaglia fra un esercito di giocattoli comandato da Schiaccianoci, e una grande schiera di topi. Schiaccianoci e il vendicativo Re dei topi hanno un conto in sospeso: grazie all’aiuto di Clara, il soldatino riuscirà a sconfiggere il nemico, e porterà la sua protettrice in visita nel suo regno, un mondo parallelo fatto di dolci di ogni genere.

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Notte di Natale. A mezzanotte la casa prende vita: il padrino Drosselmeier appare in cima alla pendola e i topi escono dagli anfratti. Sta per iniziare la battaglia.

Il balletto “Lo Schiaccianoci”

Il balletto è diviso in due atti (ciascuno diviso in due scene), preceduti da una breve, famosa Ouverture eseguita solitamente (non sempre) a sipario chiuso.

La musica dello Schiaccianoci—ora vivace, ora struggente, ricca di contrasti e di inventiva—è la penultima opera importante di Čajkovskij prima del capolavoro “definitivo”, la Sinfonia n. 6 Patetica. Per realizzare la coreografia dello Schiaccianoci, Marius Petipa si intromise largamente nel lavoro del compositore, talvolta esigendo un preciso numero di battute dedicate a una precisa atmosfera musicale.

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Verso la fine del primo atto, dopo aver vinto lo scontro col Re dei topi, Schiaccianoci si trasforma in un principe e si avvia con Clara verso il Konfitürenburg, il paese dei dolci. In corrispondenza del cambio radicale di scenario—dall’interno domestico al mondo fantastico—Čajkovskij sembra svincolarsi dalle esigenze del balletto per rispondere ai canoni della musica assoluta. È il magnifico brano Una foresta di pini in inverno su cui non sarebbe prevista danza, ma che i coreografi risolvono di solito con un passo a due. Subito dopo c’è il celebre “Valzer dei fiocchi di neve”.

Inizia dunque il secondo atto del balletto, il più conosciuto. Dopo aver attraversato il bosco, nel paese degli zuccheri Schiaccianoci e Clara vengono accolti nel Palazzo Reale dalla Fata Confetto. È la parte dello Schiaccianoci più amata dai bambini. La Fata Confetto fa eseguire infatti una serie di danze che compongono il divertissement che precede il finale. Danze dedicate al cioccolato (danza spagnola), al caffè (danza araba), al (danza cinese), al trepak (una danza cosacca), seguite dalla danza degli zufoli (Pastorale), e dal celeberrimo Valzer dei fiori.

Nella scena seconda—tutta dedicata al passo a due del principe ex-Schiaccianoci e della Fata Confetto (che nelle produzioni russe è la stessa Clara)—ci sono due numeri che lasciano lo spettatore col fiato sospeso, prima che il balletto si concluda con un vorticoso valzer finale.

Il primo è la danza della Fata Confetto. Gli appassionati di ballo potranno ammirare la bellezza geometrica dei movimenti di una ballerina di danza classica. Gli appassionati di musica, invece, potranno godersi l’inquietante impasto timbrico fra la celesta—strumento che Čajkovskij scoprì proprio durante la scrittura dello Schiaccianoci—e il clarinetto basso.

Il secondo è l’adagio danzato dalla coppia. È possibile che Čajkovskij, componendolo, pensasse alla sorella che aveva appena perduto, poiché è talmente ricco di pathos da sembrare quasi fuori luogo, simile a musica sacra. Una delle tante meravigliose incongruenze dello Schiaccianoci.

Il balletto fu concluso nell’aprile 1892. La prima Fata Confetto della storia fu l’italiana Antonietta Dell’Era. Il ruolo della protagonista fu affidato davvero a una bambina. Del resto, da allora nelle produzioni dello Schiaccianoci c’è fitta presenza di allievi delle scuole di ballo.

La prima dello Schiaccianoci, il 18 dicembre 1892, non fu un successo. Lo era stato, invece, e trionfale, l’esecuzione della Suite orchestrale sulle musiche del balletto, presentata come “anteprima” ad agosto. Ed è un’anteprima perfetta anche oggi, per chi vuole prepararsi prima di andare a vedere lo Schiaccianoci a teatro. È sulla musica della Suite che si basa la versione animata dello Schiaccianoci inclusa nel film Walt Disney “Fantasia”.

Se invece vuoi vedere il balletto per intero, ecco una bella produzione del Teatro dell’Opera di Dresda.

In attesa che la casa editrice L’Orma—impegnata nella pubblicazione dell’opera omnia di E.T.A. Hoffmann—ripubblichi “I Confratelli di San Serapione”, la raccolta che comprende “Schiaccianoci e il Re dei topi”, puoi procurarti questa edizione che comprende anche la revisione di Alexandre Dumas.

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