Il bellissimo corto che mostra come nasce una scultura

Il bellissimo corto che mostra come nasce una scultura

“Tu vedi un blocco / pensa all’immagine: / l’immagine è dentro / basta soltanto spogliarla”. Le parole del grandissimo Michelangelo ci spiegano in maniera diretta in cosa consista la magia della scultura.

La scultura è stata una delle prime forme artistiche dell’uomo: il potere di modificare la “natura” e renderla arte per sottrazione è stato un passo decisivo nella nostra evoluzione intellettuale. Dalle prime rudimentali linee e forme, la scultura ha raggiunto vette incredibili, già nell’antichità, in epoca greco-romana, con i bronzi di Riace, o il Discobolo di Mirone, la Venere di Milo. Passando poi, in epoca più tarda, per Apollo e Dafne di Bernini, Amore e Psiche e Adone e Venere di Canova. Fino a Rodin, uno degli ultimi grandi scultori della storia.

Oggi, rispetto alle altre arti, la scultura non è più così diffusa, per vari motivi, soprattutto legati al costo dei materiali, alla fatica e alla pazienza. Ma per fortuna ce ne sono ancora alcuni che lo fanno di professione, come la bravissima Anna Rubincam che ha raccontato in un corto il suo lavoro, facendoci entrare nel suo studio.

Il mini documentario, diretto da Eyes & Ears (l’intervista è stata condotta da Amanda Hilliam), si intitola “A Continuous Shape”.

“Ho sempre pensato che per praticare la scultura bisogna essere un po’ matti”. Così esordisce Anna che di una passione ne ha fatto il suo lavoro. Ha studiato al Weymouth College e alla Scuola d’arte di Londra, diplomandosi come scultrice.

Per dieci anni ha lavorato nel campo dell’industria della pietra lavorando su progetti sparsi in tutto il Regno Unito, in Francia e anche in Italia. I suoi lavori sono apparsi sugli edifici storici di Londra. Oggi il suo studio è lì.

#stonecarving #portrait #sculpture

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“Non siamo più nel Rinascimento“, ha raccontato Anna nel documentario: “La pietra non è più un materiale così semplice da trovare, è duro e difficile da plasmare, è un’arte estremamente costosa che ti toglie tantissimo tempo. Inoltre, ogni volta che hai terminato un lavoro sei costretta anche a convincere gli altri del valore di questo oggetto”.

One of five complete. #stonecarving

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Ma come lavora Anna? Prima di tutto parte da un modello in carne e ossa (quando ne ha la possibilità) e comincia ad abbozzare su carta le sporgenze del viso, dagli zigomi al naso, passando per le orecchie, le labbra, il mento ecc. Poi prende le misure delle proporzioni, tra lo zigomo e il naso, tra la nuca e le sopracciglia, tra il mento e la parte alta del petto, tra il naso e le orecchie e così via.

A quel punto passa dal disegno su carta alla riproduzione su argilla che sarà il modello per poi plasmare la pietra. Anche se ha misurato precedentemente le proporzioni, Anna confronta continuamente il busto di argilla con la modella in carne e ossa. Guardando attentamente da una parte all’altra. L’argilla deve essere lavorata in fretta altrimenti si asciuga e un errore rischia di compromettere tutto il lavoro. Per renderla più plasmabile aggiunge malta o resina.

Dopo aver terminato la seconda bozza su argilla, Anna prende un blocco di pietra e separa la parte che gli servirà per il busto finale. Questo è il primo “momento magico” della lavorazione: quando non vedi ancora niente fisicamente, ma sai che lì dentro si nasconde tutto.

At the office

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A questo punto la lunga esperienza di Anna permette alle sue mani di tradurre al volo quello che gli occhi vedono sul busto di argilla. “Ci vuole tantissimo tempo per fare questo lavoro e non ci si sente mai arrivati, si continua a imparare e migliorarsi sempre.”

Closeup. #stonecarving #sculpture

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I dettagli vengono aggiunti dopo, all’inizio si scolpisce l’opera per grandi linee. Ed è un lavoro molto lungo e richiede tantissima pazienza. Uno immagina che in questo processo il cervello di un artista sia libero, quasi in trance, e invece è in continuo movimento, sempre pronto e lucido per prendere delle decisioni.

“Il suono dello scalpello lo trovo molto appagante”. Vedere e ascoltare che il blocco di pietra si sta trasformando in quello che abbiamo in testa è una soddisfazione totale per Anna.

Per ogni sua opera, cerca di spingere la sua tecnica sempre più avanti, di sviluppare al massimo la potenzialità del materiale. “Così sempre più persone possono rivedersi dentro le mie sculture”.

End of day door reassignment surgery.

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Se vuoi seguire il lavoro di Anna Rubincam puoi farlo su Instagram e sul suo sito ufficiale. Su questa piattaforma invece puoi prendere contatto direttamente con l’artista per acquistare una sua opera.

Immagine di copertina tratta da Vimeo