I segreti che si celano dietro alcune opere d'arte famose

I segreti che si celano dietro alcune opere d'arte famose

Alcune opere d’arte, monumenti o musei sono talmente famosi da essere entrati nell’immaginario di tutti. Nonostante la loro fama, però, alcune di queste opere nascondono ancora dei segreti, di cui pochi sono a conoscenza.

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Dalla Torre Eiffel, ai bronzi di Riace, fino alla Sfinge: le curiosità che riguardano queste celebri opere d’arte sono innumerevoli. Abbiamo pensato di elencare le più interessanti.

Torre Eiffel

Pochi sanno che al terzo piano della torre più famosa del mondo, si nasconde un appartamento segreto. Lo fece costruire appositamente Gustave Eiffel, per uso personale: due camere da letto, una cucina e un comodo salotto in cui ospitare le varie personalità di spicco che venivano a visitare la torre. Oggi l’appartamento è diventato un piccolo museo, in cui è esposto anche il primo registratore costruito da Thomas Edison.

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Monte Rushmore

Quando Gutzon Borglum fu incaricato di scolpire questa imponente opera in Sud Dakota—raffigurante quattro storici presidenti americani—decise di inserire al suo interno una camera segreta. Secondo lo scultore, questa nicchia avrebbe dovuto contenere i cimeli che rappresentano la storia degli Stati Uniti. Sfortunatamente morì prima di completarla, ma il governo la portò a termine nel 1998: si trova dietro il volto di Abramo Lincoln, e al suo interno sono custoditi documenti estremamente preziosi, a cui purtroppo i visitatori non possono accedere.

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Gioconda

Il più famoso quadro di Leonardo da Vinci ha una gemella, conosciuta come Monna Lisa di Isleworth. Si tratta di un quadro che fino a poco tempo fa veniva considerato una copia, realizzata nel XVI secolo, ma recentemente lo Swiss Federal Institute of Technology di Zurigo ha attribuito l’opera a Leonardo, datandola circa dieci anni prima della realizzazione della Monna Lisa. Rivelando così uno dei segreti più importanti della storia dell’arte.

Sfinge

Fra i segreti custoditi dalla storia dell’arte, c’è anche il vero aspetto che doveva avere la grande Sfinge di Giza: uno dei simboli dell’antico Egitto. Gli architetti del faraone Chefren avevano progettato il volto dell’opera in modo che ricordasse il muso di un leone, e non le sembianze del faraone. Inoltre era interamente intonacata con colori vividi—tracce di ocra sono state trovate sulla sua superficie—e originariamente aveva la barba—i cui resti sono oggi conservati al British Museum.

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Bronzi di Riace

Anche l’aspetto dei bronzi di Riace era diverso. Per incutere timore e rispetto, queste statue in origine non erano monocromatiche come ci appaiono oggi. Avevano le labbra rosso fuoco, le barbe scure e la pelle dipinta in modo da ricreare una carnagione abbronzata. L’ha scoperto il Liebieghaus Museum di Francoforte, e questa notizia si sposa con il lavoro ventennale dell’archeologo Vinzenz Brinkmann, che da vent’anni lavora su un progetto che mette in mostra il vero aspetto delle antiche statue greche e romane.

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