Sidney Lumet: guida al regista che ha valorizzato Al Pacino

Sidney Lumet: guida al regista che ha valorizzato Al Pacino

Un grande regista non si riconosce soltanto per la sua capacità di creare eccellenti narrazioni, o per la bellezza del suo filtro visivo: ma anche per la capacità di valorizzare giovani talenti. Così come fece Sidney Lumet con Al Pacino.

Nominato per quattro volte al premio Oscar come miglior regista, e onorato con quello alla carriera, Sidney Lumet è stato uno dei registi statunitensi più importanti del Ventesimo secolo.

Nato a Filadelfia il 25 giugno 1924, Lumet cresce in una famiglia con una spiccata passione per le arti: il padre Baruch è un attore talentuoso, e la madre Eugenia Wermus una ballerina classica. Anche il figlio comincia fin da subito ad appassionarsi al teatro e alle arti visive.

Dopo aver finito gli studi, durante gli anni Quaranta, Lumet inizia a lavorare come regista di piccoli spettacoli teatrali: un apprendistato che gli sarà molto utile, e che porta avanti con grande impegno e dedizione. Nel 1957 decide di esordire al cinema, grazie anche alla partecipazione come attore del suo amico Henry Fonda, e dirige La parola ai giurati.

Il primo film del regista è subito un successo: vince l’Orso d’oro al Festival di Berlino, e viene nominato al premio Oscar del 1958 come miglior regista.

La fortuna di Lumet è quella di lavorare fin da subito con grandissimi interpreti: con Quel tipo di donna (1959) e Pelle di serpente (1960), ha modo ad esempio di collaborare con artisti del calibro di Sofia Loren, Anna Magnani, Marlon BrandoKatharine Hepburn.

Grazie a pellicole come A prova d’errore (1964), L’uomo del banco dei pegni (1964), e La collina del disonore (1965) Lumet ottiene il definitivo riconoscimento nazionale. Ma è con i primi film degli anni Settanta che si guadagna la vera gloria, grazia anche a un interprete d’eccezione: Al Pacino.

È infatti dirigendolo in Serpico (1973) e Quel pomeriggio di un giorno da cani (1975) che Lumet valorizza il grande attore (lanciato un anno prima da Coppola ne Il Padrino), regalando al pubblico due film indimenticabili.

Dopo altri grandi successi, come Quinto potere (1976), per tutti gli anni Ottanta e Novanta Lumet continua a lavorare soltanto su progetti che lo convincono fino in fondo. Avendo ottenuto fin da subito un grande successo, vuole impiegare bene il proprio tempo.

Film come Il Verdetto (1982), Terzo grado (1990) e Per legittima accusa (1993) gli valgono un bel successo di pubblico, ma non sono fra i suoi lavori migliori.

Nel 2005 l’Accademy decide di onorarlo con il Premio Oscar alla carriera, e due anni dopo Lumet presenta il suo ultimo lavoro, Onora il padre e la madre, con una grande interpretazione di Philip Seymour Hoffman. Muore a New York il 9 aprile 2011, all’età di 87 anni.

Immagini: Copertina