Il simbolismo, il movimento artistico dal

Il simbolismo, il movimento artistico dal "fascino decadente"

Sebbene Cubismo, Pop Art ed Espressionismo siano conosciuti anche da chi non è propriamente un appassionato d’arte, esistono altre correnti artistiche meno famose ma altrettanto degne di nota. Tra queste, rientra il simbolismo, il movimento culturale che si è sviluppato prima nella Francia del XIX secolo e poi nel resto d’Europa toccando diverse forme espressive—letteratura, arti figurative e musica.

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Nello specifico, la data ufficiale della nascita del simbolismo è il 18 settembre 1886, ovvero quando il quotidiano francese “Le Figaro” pubblica il Manifesto Simbolista a firma del poeta Jean Moréas. In breve, i simbolisti rifiutano i dettami che realismo e scienza impongono, spiegando di voler proteggere “l’anima” delle arti, fatta di visioni oniriche, concettuali, stranianti—insomma, di simboli.

Il rifiuto nei confronti di ciò che è legato alla ragione, nell’arte pittorica, si manifesta soprattutto con soggetti appartenenti a mondi fantastici, alla letteratura mitologica e in certi casi all’iconoclastia religiosa. Si tratta di elementi che esprimono una sorta di nostalgia per una maniera un po’ pagana ma altrettanto profonda di manifestare i propri stati d’animo.

Se questa sorta di “affascinante decadenza” è rintracciabile già in certi quadri di Paul Gauguin, come “Visione dopo il sermone” (1888), sarà proprio il suo allievo Paul Sérusier a fondare il gruppo dei Nabis che definirà le linee guida del simbolismo pittorico.

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Se ci spostiamo in Austria, poi, una forte carica simbolista è rintracciabile nel lavoro di Gustav Klimt che—nonostante sia conosciuto per il suo stile prettamente liberty—ha dipinto opere come “Nuda Veritas” (1899) o “Pallade Atena” (1898), intrise di significato simbolico.

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L’opera più significativa del simbolismo, però, è probabilmente “L’isola dei morti“( 1880-1886) dello svizzero Arnold Böcklin. Al tempo, lo stesso artista definisce l’opera “un quadro per sognare”, in quanto ognuno può vederci ciò che vuole in base alle emozioni che gli suscitano. Böcklin realizza ben cinque versioni del dipinto, una delle quali viene acquistata da Adolf Hitler.

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Per quanto riguarda il simbolismo italiano, questo è invece molto più pragmatico e legato all’attualità. Il massimo esponente di tale corrente alternativa è Giuseppe Pellizza da Volpedo. La sua opera più importante è oggi conservata al Museo del Novecento di Milano: si tratta del “Quarto stato“(1901), rappresentazione delle lotte operaie del periodo e dell’orgoglio del popolo che marcia verso un futuro migliore.

Tutto questo breve excursus pittorico, però, probabilmente non sarebbe esistito senza che gli artisti simbolisti si appassionassero alle poesie maledette di Baudelaire, Rimbaud, Verlaine o ai macabri racconti di Edgar Allan Poe—che continuano a ispirare anche i grandi del nostro tempo.

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