Il sito che mappa tutti gli spostamenti nel tempo dei capolavori dell'arte

Il sito che mappa tutti gli spostamenti nel tempo dei capolavori dell'arte

Quando passeggiamo lungo i corridoi di un museo quasi mai ci chiediamo “quanti chilometri avrà percorso quel quadro” per venire fino a noi. Lo vediamo su un muro, stabile, e pensiamo che in fondo ci sia sempre stato.

In passato però quei dipinti, quelle statue, quelle ceramiche e tutti quegli oggetti d’arte più preziosi hanno attraversato città, paesi, a volte anche oceani. Le loro tournée, come se fossero un po’ delle rockstar, non erano soltanto un modo per farsi “ammirare”, ma erano in grado anche di influenzare i gusti, i modi, gli stili degli artisti.

Conoscere questi tragitti, a volte delle vere e proprie avventure, non è soltanto materia interessante per gli addetti ai lavori, come gli storici dell’arte, ma anche per tutti gli altri che possono così comprendere come l’opera d’arte che vediamo oggi nei musei non è un oggetto “fermo”, ma qualcosa di vivo.

La vita di un dipinto supera di gran lunga quella del suo proprietario originale, e così come passano gli anni, le opere d’arte passano di mano in mano, attraverso collezioni private, donazioni, prestiti o aste.

Per questo vogliamo parlarti della piattaforma open source Mapping Paintings, sviluppata da un team dell’università di Boston guidato dalla storica dell’arte Jodi Cranston, che permette agli utenti che la visitano sia di consultare le mappe che di svilupparne di nuove.

La piattaforma ti permette di visualizzare in un’unica mappa tutti gli spostamenti dell’opera che stai cercando (per ora il database più corposo riguarda le opere di Vermeer, Leonardo da Vinci e Tiziano—visto che il progetto nasce proprio dalla mappatura del pittore di Pieve di Cadore), e ti dà l’opportunità di incrociare i dati con quelli di altre opere.

“Molti visitatori dei musei non comprendono realmente la vita travagliata che hanno avuto quelle opere d’arte”, ha detto Jodi in un’intervista di Hyperallergic: “È interessante sapere sia da una parte di cosa sono state testimoni queste opere e dall’altra chi le ha potute ammirare”.

mappa

Questi dati sulla provenienza sono importanti anche in un contesto di vendita: sapere che quella determinata opera ha avuto un proprietario di alto profilo o è stata conservata presso un’istituzione prestigiosa potrebbe aggiungere valore.

Per Jodi vedere gli spostamenti in una mappa, piuttosto che leggerli in forma di elenco, aiuta molto di più a visualizzarseli e ricordarseli. E ha ragione.

Vediamo qualche esempio: la Gioconda che Leonardo portò personalmente in Francia nel 1516 e ritrovata prima nel castello di Fontainebleau, si è spostata poi a Parigi e lungo tutta la Francia (durante la Seconda guerra mondiale), con una trasferta a Firenze agli inizi del Novecento e una a Brest, nel 1870 durante la guerra Franco Prussiana.

mappa arte leonardo

O ancora, La suonatrice di chitarra di Jan Vermeer, un dipinto del 1670 circa che nel 1675 si trovava a Delft, ad Amsterdam, poi, nel 1794, dal visconte Palmerston a Londra, poi negli Hampshire da un barone, prima di ritornare a Londra alla Kenwood House dove risiede dal 1927.

Il progetto è finanziato oltre che dalla Boston University, anche dalla Kress Foundation di New York che vedrà presto la digitalizzazione e la mappatura di alcuni dei dipinti della sua collezione: opere straordinarie di Beato Angelico, Sandro Botticelli, Canaletto e molti altri.

Immagini via Mappingpaintings