La leggendaria spada di re Artù è conficcata in una roccia in Toscana?

La leggendaria spada di re Artù è conficcata in una roccia in Toscana?

La leggenda più nota del ciclo bretone narra di una mitologica spada conficcata nella roccia: Excalibur. Come aveva annunciato mago Merlino, soltanto l’uomo in grado di estrarla, sarebbe diventato re d’Inghilterra. Sui banchi di scuola, attraverso libri e film, abbiamo imparato che l’unico in grado di compiere l’impresa fu Artù. Da quel momento, alla sua Tavola Rotonda poterono sedere i cavalieri Galeotto, Tristano, Palamede, Galvano

Per quanto molti accadimenti del ciclo arturiano siano del tutto dettati dalla fantasia degli scrittori che nei secoli ne hanno alimentato il mito, alcuni suoi passaggi sono stati ispirati da fatti o personaggi realmente esistenti tra il V e il VI secolo d.C.

Altri indizi fanno presagire, invece, che alcuni elementi siano stati ispirati da ciò che accadeva nello stesso periodo storico (il XII secolo) in cui la letteratura sul ciclo bretone stava prendendo forma. Come per esempio, ciò che accadeva in Italia, precisamente in Toscana.

Nella località di Montesiepi a Chiusino, in provincia di Siena, tra le colline toscane, si trovano oggi i resti di una abbazia cistercense: l’abbazia di San Galgano. La vera attrazione del luogo, però, è ciò che si trova al centro della cappella nelle vicinanze: una spada conficcata in una roccia.

I dati più interessanti su quella che ormai è nota come “la spada nella roccia di San Galgano” sono principalmente due. Innanzitutto, il fatto di essere stata forgiata all’incirca nel 1170—momento in cui la mole letteraria sul mito del ciclo arturiano continuava a crescere. In secondo luogo, il nome del cavaliere a cui la spada apparteneva: Galgano. Un nome che ricorda molto uno dei cavalieri della Tavola Rotonda. Insomma, due elementi ampiamente presenti nelle leggende tramandate.

Ma qual è la storia del giovane cavaliere Galgano? E perché decise di conficcare la sua spada, che da circa 800 anni giace in una cappella della Toscana? La leggenda narra che, dopo un sogno in cui l’Arcangelo Michele lo introduceva ai 12 apostoli, il cavaliere decise di recarsi nella cappella per farne il suo personale eremo e luogo di culto. Non trovando però all’epoca simboli sacri a cui riferirsi, pensò di piantare la sua spada al terreno, in modo tale da creare una croce.

C’è però un’altra teoria. Dato che i cistercensi furono tra i propagatori più assidui della leggenda arturiana, potrebbe anche darsi che Galgano volesse semplicemente emulare i personaggi della storia a cui si era appassionato. In attesa di altre scoperte, per adesso, il mistero e i dubbi restano.

Immagine via Flickr