Stanislavskij, Strasberg, Costa: i grandi maestri della recitazione

Stanislavskij, Strasberg, Costa: i grandi maestri della recitazione

Chiunque abbia mai frequentato un corso di recitazione o di teatro, sa che esistono diverse scuole di pensiero. Approcci all’arte drammatica che tentano di formare la base tecnica di un attore. Il modo in cui si modula verbalmente, fisicamente, ed espressivamente.

E queste scuole sono state fondate da alcuni dei mostri sacri della recitazione. Maestri in grado di stravolgere il modo in cui gli attori lavoravano. Da Stanislavskij a Lee Strasberg, fino a Orazio Costa. Che hanno approfondito, nel tempo, i metodi per entrare nel personaggio e interpretarlo nel modo migliore.

Konstantin Stanislavskij

Il maestro russo Stanislavskij agli inizi del Novecento, scrisse due libri fondamentali, che cambiarono in modo netto l’approccio alla recitazione. Il lavoro dell’attore su se stesso e Il lavoro dell’attore sul personaggio.

Il suo metodo si basa sull’empatia psicologica e l’immedesimazione. L’attore deve cercare di trovare, dentro di sé, le emozioni che lo accomunano con il personaggio che deve interpretare. E per farlo, Stanislavskij creò tutta una serie di esercizi che miravano a scatenare le emozioni durante la scena. La sua missione, infatti, era di rompere la tradizione finta e retorica della recitazione classica, e rendere l’arte drammatica più realistica.

Elia Kazan

Fondatore del celebre Actors Studio, il suo principale apporto al mondo dell’insegnamento è stato quello di creare la prima grande struttura in cui gli insegnamenti di Stanislavskij venivano applicati. E grazie a questa struttura, alcuni grandi attori hanno potuto trasferire gli insegnamenti di questo metodo nel grande cinema hollywoodiano. Attori immortali come Gregory Peck, Marlon Brando, James DeanAudrey Hepburn. Un altro grande merito è stato quello di aver spinto Lee Strasberg nella sua ricerca del metodo, sviluppando le teorie di Stanislavskij.

Lee Strasberg

Ed eccoci appunto al celebre direttore della scuola fondata da Kazan. Insegnante di attori titanici: da Al PacinoHarvey Keitel, da Eli Wallach a Robert De Niro, da Meryl Streep a Dustin Hoffman. Strasberg prese gli insegnamenti del fondatore russo del metodo, e lì amplio. Soprattutto in relazione alla memoria artistica che un attore doveva portarsi dietro. Per Stanislavskij, infatti, l’attore doveva come “rinascere” ogni volta, a ogni nuovo ruolo. Mentre Strasberg aveva teorizzato la “memoria emotiva“. Non c’era niente, per il maestro americano, da creare quando si lavorava su un personaggio, ma solo da “ricordare“. I suoi insegnamenti possono essere approfonditi leggendo Il sogno di una passione. Lo sviluppo del metodo.

Julian Beck

Parallelamente all’istituzionalizzazione dell’Actors Studio, negli Stati Uniti si formavano anche le avanguardie teatrali. Sull’onda delle rivoluzioni artistiche che stavano scuotendo il panorama mondiale. Ne è un esempio l’esperienza del Living Theatre, fondato nel 1947 a New York da Julian Beck e Judith Malina.

L’ideale teatrale di Beck mutua dal Teatro della Crudeltà di Antonin Artaud e dal concetto di ready-made di Marcel Duchamp. Riuscire a trovare l’arte nell’esperienza umana, e non l’esperienza umana nell’arte. Un processo di decostruzione che non avrà effetti diretti sulla formazione di attori famosi, ma che influenzerà il modo in cui la pedagogia teatrale si svilupperà nel corso del Novecento.

Orazio Costa

Se negli Stati Uniti spopolava il metodo d’immedesimazione proposto da Strasberg, in Europa la scuola di recitazione si concentrava molto sulla tecnica. All’Accademia d’Arte Drammatica di Roma, ad esempio, per lungo tempo ha insegnato un teorico della pedagogia teatrale che ha guidato alcuni degli attori più celebri del nostro panorama. Come Nino ManfrediMonica Vitti, Gian Maria Volonté, Gabriele Lavia, Michele Placido, e Piefrancesco Favino. Si trattava di Orazio Costa. Fin dalla fine degli anni Settanta, Costa iniziò ad applicare in modo sistematico l’insegnamento del “metodo mimico“. Una scuola di pensiero, da lui elaborata in base agli insegnamenti della pedagogia teatrale europea. Insegnava, infatti, a padroneggiare il naturale riflesso mimico durante il processo di creazione artistica. Concentrandosi quindi sulla naturale tendenza umana all’espressione.

Immagini: Copertina