La storia dell'architettura per immagini: dalle piramidi al Neofuturismo

La storia dell'architettura per immagini: dalle piramidi al Neofuturismo

Riassumere la storia e il progresso di una civiltà necessita di un’enciclopedia. Quello che nel tempo è stato costruito lentamente e che oggi abbiamo sotto gli occhi in tutte le sue forme e varietà ha bisogno di approfondimento. Ogni tanto i video o alcune foto ci aiutano a semplificare meglio il discorso. 

Così per raccontare l’evoluzione storica dell’architettura abbiamo scelto di farlo attraverso le immagini delle opere più importanti. In un discorso ideale (e per forza di cose frettoloso) che unisca le piramidi d’Egitto ai grattacieli di ultima generazione. Come cioè è cambiato il modo di pensare e realizzare le città: come siamo cambiati noi.

Abbiamo deciso, è bene precisarlo, di escludere l’architettura orientale che merita un capitolo a parte (così come quella precolombiana): per fare un discorso lineare e mostrare come nel tempo tutti questi stili si sono relazionati, scontrandosi o allineandosi, l’un l’altro. 

Architettura egizia — 3000 a.C. – 900 a.C.

Se dovessimo scegliere l’inizio, le fondamenta, dell’architettura occidentale dovremmo cominciare dall’antico Egitto. Dell’architettura egizia la prima espressione che ci viene in mente è quella delle piramidi. Secondo le ricostruzioni degli storici già il faraone Djoser (2700 a.C. circa) fece costruire la prima piramide a gradoni (prendendo ispirazione dalle ziqqurat della Mesopotamia). Ma due dinastie dopo la prima piramide, iniziano a fiorire anche i primi templi solari per celebrare la divinità più importante del loro pantheon: quella di Amon – Ra, il dio sole.

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Architettura classica — 850 a.C. – 476 d.C.

Sotto questo nome vengono raggruppate insieme l’architettura greca e romana. Della prima si possono mostrare come massima espressione gli edifici che coronano l’Acropoli di Atene, con particolare attenzione agli ordini del dorico e dello ionico. Il Partenone è l’esempio più alto. Più tardi si sviluppa anche una razionalizzazione della disposizione della città, dando un inizio primordiale all’architettura urbanistica. 

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Vista la grande estensione dell’Impero romano l’architettura acquista una funzione uniformante. Bisogna romanizzare templi, le piazze, gli anfiteatri, con uno stile riconducibile a Roma. Tra le massime espressioni di questa architettura ci sono sicuramente le grandi opere pubbliche come gli acquedotti, i ponti e le strade.

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Architettura bizantina — 527 – 1453

A seguire si è imposta l’architettura bizantina, quella dell’Impero romano d’Oriente. Come fulcro c’è la città di Costantinopoli (l’attuale Istanbul), nel 330 d.C. Tra le intuizioni di questo periodo, da segnalare lo sviluppo delle chiese a pianta centrale e quelle a croce greca inscritta in un quadrato. Forte l’influenza orientale, specialmente nelle decorazioni esterne dei muri. Importante anche l’evoluzione artistica dei mosaici, uno dei segni distintivi di questo periodo. 

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Architettura gotica — 1150 – 1530

Tra le più importanti intuizioni di questo periodo gotico, che si distanziano da quello romanico, c’è la disposizione del peso delle strutture che non viene più assorbito dalle pareti ma in maniera uniforme dalle colonne e dai pilastri all’interno delle basiliche. Le pareti, alleggerite, possono essere quindi finemente decorate con vetrate per creare dei giochi di luce suggestivi. Lo stile gotico si diffonde presto in tutta Europa ma trova in Francia la sua originale e massima espressione. L’esempio più illustre e famoso, tra gli altri, è sicuramente quello di Notre-Dame

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Architettura neoclassica — 1700 – inizi ‘900

Come facilmente intuibile dal nome della corrente, questo stile si rifà soprattutto all’arte classica. Gli architetti tornano a seguire idealmente i dettami del Rinascimento, in special modo nella figura del maestro italiano Palladio. Il ritorno all’ideale di perfezione romano, è un ritorno al passato che è allo stesso tempo una reazione al Barocco. Il movimento si sviluppa anche negli Stati Uniti. Un esempio è rintracciabile a Washington, nell’architettura della Casa Bianca.

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Architettura liberty — 1890 – 1914

Art Nouveau, stile floreale o liberty, questo movimento artistico a cavallo del secolo ha influenzato l’architettura e non solo. Il movimento riprende alcuni temi dello stile Rococò, tra le sue espressioni più interessanti c’è la cura del design, caratterizzato da linee curve morbide e ornamenti a predilezione vegetale e floreale. Altro elemento importante è il riutilizzo di macchinari ripresi dall’industria e integrati nelle opere.

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Architettura moderna — 1900 – 1960

Si parla di architettura moderna per indicare principalmente quella sviluppata nel ‘900. La dicitura raccoglie dentro di sé un numero impressionante di architetti e stili diversi. Quello che però alla base la differenzia dal resto è il contesto storico entro il quale si sviluppa. Il mondo devastato dalle due guerre si deve “ripensare completamente“. L’architettura diventa allora partecipazione globale, in cui devono fare tutti “la propria parte”. Si lavora con il vetro ma anche con l’acciaio e il cemento armato che aprono nuove strade all’architettura. Gli architetti di questo periodo diventano delle vere e proprie star internazionali: Walter Gropius (il fondatore della scuola Bauhaus), Le Corbusier, Frank Lloyd Wright e molti altri. Vengono progettati i primi grattacieli che avranno un ruolo centrale nell’architettura successiva.

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Architettura post-moderna — 1960 – 2000

Si tratta principalmente della risposta architettonica al rigido modernismo che l’aveva preceduta. Si ripone l’attenzione sugli ornamenti e gli elementi decorativi e le linee più morbide e sinuose. Uno dei primi esempi di architettura post-moderna è quella di Roberto Venturi. L’apice di questa corrente è il Guggenheim Museum di Frank Gehry a Bilbao, in Spagna.

Guggenheim Museum in Bilbao

Architettura neofuturista — 2007 – giorni nostri

Si aggiunge il prefisso neo per non confonderlo con un’altra corrente artistica. Il nome è soltanto orientativo per mostrare le affinità e le divergenze con il passato prossimo. Gli architetti dell’ultimo decennio hanno iniziato a integrare le costruzioni con nuove tecnologie e materiali green. Il concetto di fondo che accomuna molti di questi architetti è quello di migliorare la qualità della vita in città. Il nome del movimento nasce dall’omonimo manifesto del 2007 stilato da Vito Di Bari che ha parlato di “contaminazione tra arte, tecnologie all’avanguardia e valori etici”. 

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Immagini via Flickr e Wikipedia | Copertina | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10