Questo street artist riscrive le tag sui muri rendendole leggibili

Questo street artist riscrive le tag sui muri rendendole leggibili

Le strade delle nostre città sono, giorno dopo giorno, sempre più ricoperte dall’arte di strada. I cosiddetti “graffiti” riempiono le facciate dei palazzi, edifici abbandonati, pavimenti, interagendo continuamente con i dettagli urbani.

Nello speciale linguaggio del “graffitismo” i writer appongono come firma al proprio lavoro il loro nome d’arte, la “tag”. Si tratta di uno pseudonimo, una specie di alter-ego che il writer usa esclusivamente per il suo lavoro.

La tag viene scelta liberamente: per il suo significato, per il suono o per le lettere che la compongono. Una volta scelta la propria tag, l’artista potrà usarla come firma o come opera a sé stante da “appuntare” sugli angoli della città dove è stato.

Le tag proprio per la loro qualità estremamente personale sono spesso indecifrabili, schizzi che necessitano di alcuni secondi per rivelarne il nome che si nasconde. Mathieu Tremblin è un artista che ha voluto fare per la prima volta un esperimento di meta street art, ridisegnando alcune tag che ha trovato sul suo cammino rendendole leggibili.

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Mathieu vive e lavora a Rennes, dopo la laurea all’Università di Belle Arti ha deciso di specializzarsi in una forma di street art concettuale: intervenendo sulla street art attraverso la sua arte. L’attenzione che ha ricevo il suo lavoro l’ha portato anche fuori dai confini nazionali, in Olanda e in Belgio soprattutto.

Il progetto di cui puoi vedere le immagini si chiama “Tag Clouds”, nuvole di tag, e lo stesso autore lo ha spiegato così a Memefest: “Il principio è quello di trasformare le pareti coperte di tag  nelle ‘nuvole di tag’ che si trovano spesso sui siti e i blog. Trasformare cioè le tag fisiche in virtuali e mostrare l’analogia che c’è: così come le parole-chiave online sono dei marcatori della navigazione su internet, i graffiti sono marcatori per quella urbana”.

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La carriera di Tremblin è ricca di lavori originali e interessanti. In questo video qui sotto ad esempio puoi vederlo in una performance in cui con l’aiuto del pubblico scrive su un muro: “Presto, devo finire prima che arrivino i poliziotti”.

O in quest’altro progetto, dove “restaura” le tag coperte riportando i muri della città al loro “antico splendore“.

Immagini via Twitter