Lo street artist che incide i suoi murales invece di dipingerli

Lo street artist che incide i suoi murales invece di dipingerli

Dall’inizio di questo nuovo millennio si è assistito a un cambiamento radicale: la street art è stata riconosciuta come una vera e propria forma espressiva anche dai più diffidenti. Basti pensare alla popolarità a cui è giunto Banksy, street artist inglese dall’identità misteriosa che ha saputo coniugare al meglio graffitismo e messaggi sulla società.

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Tra gli street artist più acclamati del momento insieme a Banksy, c’è però un altro artista altrettanto degno di nota: si tratta di Vhils. Dietro a questo nome d’arte—o meglio alla sua tag—si nasconde Alexandre Farto. Della sua biografia è essenziale sapere due cose: che è nato nel 1987 in Portogallo e ha studiato presso la Byam Shaw School of Art di Londra. Tanto che, ancora oggi, Vhils non ha una fissa dimora, ma si divide tra Lisbona e Londra a seconda degli impegni, di solito in giro per il mondo.

Nonostante sia nato nel mondo del “graffitismo classico”, Vhils è venuto alla ribalta nel 2008 per essersi specializzato in una tecnica davvero particolare. Invece di usare bombolette spray e simili, incide direttamente le sue opere sui muri. Come? Letteralmente rimuovendo con martello e scalpello e strumentazione adeguata porzioni di parete.

Oltre alla tecnica particolare, però, c’è un’altra caratteristica che si ripete nel lavoro di Vhils. I suoi soggetti, infatti, sono sempre dei ritratti di persone del luogo.

In generale dietro a un ritratto c’è sempre l’idea di mostrare delle qualità morali di qualcuno, ma lo street artist fa un passo in più: cerca di identificare la persona—nota o meno—che al meglio possa descrivere un luogo e i suoi sviluppi sociali. Come per esempio, il ritratto della prima senatrice donna in Australia che fece in occasione del Fremantle Street Arts Festival nel 2013.

“Cerco di concentrarmi sulla distruzione come atto di creazione; è qualcosa che ho imparato dal graffitismo da cui provengo, ed è stato un concetto che ha influenzato molto il mio lavoro. Credo fortemente che siamo tutti composti da diversi strati: personali, sociali, culturali, storici e così via”, spiega Vhils. “La società è il prodotto di questo stesso processo di stratificazione, e credo che rimuovendo alcuni di questi strati si possa raggiungere qualcosa di più puro, semplice e autentico, di cui ormai ci siamo dimenticati.”

Immagine di copertina via Facebook