Sutematsu Oyama: la donna più istruita del Giappone che lottò per l'uguaglianza dei sessi

Sutematsu Oyama: la donna più istruita del Giappone che lottò per l'uguaglianza dei sessi

Nel corso del tempo ci sono state molte donne che hanno sfidato il patriarcato e si sono emancipate attraverso la cultura. Come ad esempio Trotula de Ruggiero, la prima donna medico della storia. O come Sutematsu Oyama: una donna giapponese che ebbe l’opportunità di formarsi negli Stati Uniti.

Fu una delle donne giapponesi più istruite del suo tempo. E divenne anche una principessa. Grazie al suo esempio, e alla sua lotta per i pari diritti di donne e uomini, diede un contributo importante allo sviluppo culturale del proprio Paese. In un’epoca cruciale per il progresso del Giappone.

Sutematsu Oyama e la fine dell’isolazionismo giapponese

E infatti la storia di Sutematsu Oyama parte proprio da una premessa storica. Durante la seconda metà del diciannovesimo secolo il Giappone stava uscendo da un periodo storico dominato dal totale isolazionismo. Un lunghissimo medioevo, in cui il Paese aveva vissuto una realtà che si faceva sempre più distante da quella esterna. In cui dominavano ancora precetti culturali legati alla società tradizionale, mentre il mondo industrializzato avanzava.

Fu proprio per cercare di aprirsi al futuro, che il governo giapponese creò una serie di missioni culturali per i giovani. Fra cui spiccava la famosa missione Iwakura. Una delegazione di giovani giapponesi a cui veniva data l’opportunità di formarsi all’estero. Per apprendere gli usi stranieri, e trasferirli poi nella cultura giapponese. Aiutando il progresso del Paese.

A portare avanti questi progetti erano validi esponenti della società, fra cui Mori Arinori. Un uomo d’affari che da tempo aveva legami di commercio con gli Stati Uniti. Mori ebbe un’idea: creare un gruppo di giovani donne da far studiare nei college americani. Fino ad allora l’educazione femminile giapponese era interamente improntata alla praticità della vita domestica. Le donne giapponesi imparavano a scrivere e far di conto in modo basilare, così da poter sopperire alle incombenze quotidiane della famiglia.

Nel gruppo scelto di ragazze inviate negli Stati Uniti, c’era anche Sutematsu Oyama. La giovane discendente di una famiglia di nobili samurai che per un certo periodo si erano opposti al dominio dell’imperatore. All’età di 11 anni Sutematsu partì per gli Stati Uniti, con il compito di apprendere linguaggio, usi e costumi americani. Tornò solo nel 1882, dopo la sua laurea al Vassar College.

Una studentessa modello

Delle cinque studentesse arrivate negli Stati Uniti, solo due riuscirono a farsi ammettere a un college prestigioso come quello di Vassar. E già questo obiettivo aveva ripagato la fiducia riposta. Ma Sutematsu non si limitò a questo. Ben presto divenne una delle studentesse più popolari del campus. Sia per la sua bellezza ed eleganza, sia per i voti che riusciva a ottenere.

Al secondo anno fu eletta presidentessa di classe, ed entrò a far parte del Club Shakespeare. Un’associazione culturale riservata soltanto alla élite studentesca. Solo i membri più meritevoli e di spiccata intelligenza potevano farne parte. Alla fine del suo percorso di studi Sutematsu risultò al terzo posto fra i migliori studenti del suo anno.

Si laureò summa cum laude, e la sua tesi—che verteva sulle politiche economiche anglosassoni in Giappone— fu selezionata fra quelle che potevano essere esposte durante il conferimento dei diplomi.

Il ritorno in Giappone, e la lotta per la parità

L’esperienza americana aveva fortemente modificato il modo di pensare di Sutematsu. Ormai il suo giapponese aveva assunto un’inflessione straniera, e il ritorno alla società la turbò non poco. Come tutte le sue compagne americane, si era formata per poter trovare un impiego: ma al ritorno in patria scoprì che nonostante la missione Iwakura il Giappone era cambiato pochissimo. Era la società tradizionale e maschilista di sempre. Con pochissime opportunità lavorative per le donne.

Impossibilitata a sfruttare la sua laurea, ad appena un anno dal suo ritorno, accettò la proposta di matrimonio di Iwao Oyama, ministro della guerra giapponese e principe imperiale. Divenendo così una principessa. Ma non si abbandonò alla vita domestica: durante la guerra russo-giapponese del 1904-05, Sutematsu si occupò di assistenza umanitaria come infermiera volontaria per l’Associazione infermieristica volontaria delle donne della Croce Rossa del Giappone e l’Associazione patriottica delle donne.

Il suo impegno sul campo, poi, si tramutò in un lavoro di tipo sociale. Comprese che la sua esperienza doveva servire da esempio per le altre donne giapponesi, e cominciò un lungo lavoro per promuovere l’istruzione femminile. Entrò a far parte del comitato di pianificazione della Peeresses School di Tokyo. Dove fece assumere Mume Tsuda, l’altra allieva giapponese ammessa alla Vassar.

Tsuda si era laureata in lingua inglese, e a seguito di questa esperienza di insegnamento decise di fondare altri istituti per ragazze. Fra cui il Women’s English Institute, nel 1900. Grazie anche al sostegno di Sutematsu e del marito. Da quella esperienza nacque poi la Tsuda University, che ancora oggi è una delle più importanti scuole femminili giapponesi.

Immagine di copertina di Lan Pham