Storia del Taj Mahal, la settima “nuova” meraviglia del mondo costruita per amore

Storia del Taj Mahal, la settima “nuova” meraviglia del mondo costruita per amore

Tra le bellezze architettoniche da poter vedere in India primeggia il Taj Mahal, un mausoleo fatto costruire per amore nel XVII secolo dall’imperatore moghul Shah Jahan. Anche se arrivarci non è semplicissimo, vale la pena intraprendere il viaggio per Agra, in quanto una volta sul posto si può vedere dal vivo questo grande Patrimonio dell’umanità in tutti i suoi dettagli, decorazioni e pietre preziose incastonate. Dal 2007, inoltre, il Taj Mahal è una delle nuove sette meraviglie del mondo.

Sebbene l’edificio nasca da una storia d’amore, quest’ultima purtroppo non è a lieto fine: il Taj Mahal, infatti, è stato fatto costruire dall’imperatore in memoria della moglie Arjumand Banu Begum, meglio nota come Mumtaz Mahal. A tal proposito, il pensatore Tagore scrive del Palazzo della corona: “È una lacrima di marmo poggiata sulla guancia del tempo”.

La storia in breve è questa: dopo aver dato alla luce il quattordicesimo figlio dell’imperatore, Mumtaz Mahal muore nel 1631. La sua perdita è fin da subito un grande dolore per Shah Jahan, a tal punto che i suoi capelli e la sua barba in pochi mesi diventano completamente diafani.

Il quinto imperatore moghul ordina così la costruzione del mausoleo, per mantenere una delle quattro promesse che aveva fatto alla moglie quando quest’ultima era ancora in vita. Oltre alla promessa di una tomba degna del loro amore, le altre che il quinto imperatore moghul deve mantenere sono molto pratiche: la prima consiste nel convolare di nuovo a nozze per poter donare una nuova madre ai figli; la seconda che dovrà essere sempre buono e comprensivo con loro; e la terza, infine, che avrebbe sempre visitato la sua tomba nell’anniversario della sua morte.

taj mahal 2

I lavori del Taj Mahal sulle rive del fiume Yamuna iniziano poco dopo i funerali di Mumtaz Mahal, e vengono conclusi 22 anni dopo. La leggenda narra che vennero impiegati più di mille elefanti per trasportare il marmo e a tutti i lavoratori coinvolti vennero amputate alla fine le mani perché l’imperatore non voleva che l’edificio potesse essere riprodotto altrove.

Al di là dei racconti suggestivi e dai tratti surreali, però, sappiamo che il risultato dei lavori è reale: composto principalmente dalla famosa cupola affiancata dai quattro minareti affusolati, il Taj Mahal è una meta mai scontata per un viaggio incredibile come quello in India.

A proposito della storia d’amore tra l’imperatore e la moglie è stato girato “Taj Mahal- An Eternal Love Story”, un film bollywoodiano uscito nel 2005 che racconta la commovente vicenda.

Immagini | Copertina | 1