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Cosa sono i "libri distillati"?

Per leggere un libro serve tempo. Proprio come quando si guarda un film o si ascolta un album. I libri però non sono stati scritti per venire incontro alle nostre esigenze quotidiane, ai nostri impegni: il tempo dobbiamo ritagliarcelo noi.

Per la Recherche di Proust o per I fratelli Karamazov di Dostoevskij il tempo che dobbiamo ritagliarci è più del solito, vista la mole di pagine dei romanzi. E a volte il rischio è quello di non cominciarli neanche, spaventati dall’impresa che ci aspetta.

Queste preoccupazioni, sia chiaro, non riguardano i lettori forti, ma quelli occasionali. A questo proposito, la casa editrice Centauria ha deciso di proporre un’alternativa: i libri distillati.

Non si tratta di libri riassunti, ma di libri che presentano dei tagli e hanno un numero di pagine ridotto rispetto all’originale. Più o meno quello che succede nel caso di un film tratto da un libro: lasciando l’impronta dell’autore si attua una “riduzione”.

Per ora la casa editrice ha pubblicato due romanzi, Uomini che odiano le donne di Stieg Larsson e Venuto al mondo di Margaret Mazzantini, ma sono pronti anche Il Dio del fiume di Wilbur Smith, La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano e Le parole che non ti ho detto di Nicholas Sparks.

La seconda novità dei libri distillati riguarda il canale attraverso il quale vengono venduti: non librerie ma edicole che attirerebbero un maggior numero di lettori e curiosi.

Giulio Lattanzi, ideatore e responsabile del progetto, ha deciso di cominciare a editare libri distillati dopo aver eseguito analisi di mercato su tre tipi di lettori: i forti, gli occasionali e i non lettori, registrando risultati positivi nel gruppo dei lettori occasionali.

In Italia le reazioni sono state diverse e spesso opposte. Da una parte ci sono i puristi del libro che non si sognerebbero mai di comprare un “libro monco” e dall’altra quelli che hanno accolto con entusiasmo l’iniziativa.

Prima di tutto bisogna chiarire che non si tratta di una sostituzione, ma un incentivo a leggere, avvicinando i neo o ex lettori a prendere in mano un libro e gustare il piacere della lettura.

L’iniziativa, secondo noi, potrebbe avere alcuni pregi ma anche difetti. Il concetto di riduzione nei libri non è una novità, noi stessi al liceo studiavamo soltanto le poesie più importanti dei poeti italiani e i frammenti più significativi dei Promessi Sposi.

L’aspetto negativo è stabilire come tagliare le parti “meno utili” di un romanzo. I tagli, assicura Giulio Lattanzi, vengono eseguiti sui libri che hanno una trama, e il taglio non li priva di espressività ma rende più agevole e rapido seguire la storia. Non convince molto la motivazione del taglio sui libri che “hanno prima di tutto una trama”, come nel caso di Uomini che odiano le donne. Soprattutto perché un libro non è soltanto un intreccio, una storia che si narra, ma anche il modo in cui la storia è narrata. Pensa al Maestro e Margherita: c’è una trama, d’accordo, ma tagliare anche solo una pagina sarebbe inaccettabile.

L’iniziativa è appena cominciata, staremo a vedere se questo nuovo modo di leggere aiuterà davvero ad aumentare i lettori nel nostro Paese e questo non possiamo che augurarcelo tutti.

Immagine via Flickr