Quanto tempo hanno impiegato gli scrittori famosi a scrivere i loro capolavori?

Quanto tempo hanno impiegato gli scrittori famosi a scrivere i loro capolavori?

Pubblicare un libro è un progetto che prevede una certa pianificazione: una casa editrice deve selezionarlo tra le proposte, dovrà editarlo, stamparlo e distribuirlo. Sono fasi che, come spiega questo video, richiedono dai sei mesi a un anno di tempo. Ma quanto tempo serve a uno scrittore per concludere la propria opera?

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Se la pubblicazione di un libro consta di tempistiche più o meno standard, la stesura di un testo è una questione molto personale. Il processo creativo richiede tempo, riflessione, alle volte perfino delle pause piuttosto lunghe. La lunghezza del testo non è nemmeno un parametro a cui si può far capo: si può scrivere un libro di appena 250 pagine nello stesso periodo che serve per scrivere 630 pagine in più.

Se vuoi vedere nel dettaglio l'infografica, clicca qui

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È ciò che si evince mettendo a confronto Il giovane Holden di Salinger con Via col vento di Margaret Mitchell. Entrambi gli autori hanno impiegato 10 anni per scrivere le loro opere più note, nonostante i tempi di lettura dei due romanzi siano molto diversi.

Questo confronto è stato possibile grazie a un’infografica pubblicata dall’edizione americana dell’Huffington Post che ha posto l’accento su come le storie dei romanzi più noti abbiano avuto percorsi di realizzazione molto diversi. Si passa dalla stesura di appena sei giorni de Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di Robert Louis Stevenson a quella di oltre 16 anni de Il signore degli anelli di J. R. R. Tolkien.

Che cosa possiamo comprendere da questo grafico? Che alla creatività non bisogna metter fretta. Se stai scrivendo un libro, o vorresti e hai paura di iniziare, i tempi di realizzazione dei più grandi sono di assoluto conforto. Magari potresti riuscire a scrivere il nuovo Piccolo Principe in appena sei mesi, oppure il nuovo Harry Potter e la pietra filosofale in cinque, o viceversa. In ogni caso, ne varrebbe la pena.

Immagine di copertina via Flickr