Terry Gilliam, guida al regista visionario di Brazil

Terry Gilliam, guida al regista visionario di Brazil

Nella storia del cinema ci sono stati diversi tipi di registi: i grandi narratori che hanno portato ai massimi livelli le linee classiche del cinema, gli innovatori, e i registi che nel corso della loro carriera hanno semplicemente seguito il loro istinto, riuscendo a creare grandi storie per il solo gusto di farlo. E Terry Gilliam è uno di questi.

Il barone di Munchausen, Brazil, La leggenda del re pescatore: tutti questi film hanno una cosa in comune, lo stile distintivo di Gilliam. Non sono annoverati fra i grandi capolavori immortali del cinema, ma sono comunque film indimenticabili, che rappresentano un modo particolare di fare cinema.

Gilliam nasce a Minneapolis nel 1940, figlio di una tipica famiglia media americana. Fin dall’infanzia, a Gilliam piace disegnare e raccontare storie: una propensione artistica difficile da coltivare in un contesto sociale e familiare in cui questo genere di passioni non sono condivise. Gilliam, però, si appassiona alla lettura: divora libri e riviste satiriche, fra cui il magazine MAD.

Una volta terminato il college, decide di spedire una lettera al direttore di MAD per chiedere se eventualmente ci fosse la possibilità di fare uno stage. “Mi spiace, ma qua non c’è niente per te,” gli risponde quest’ultimo. Ma Gilliam non si abbatte, e decide di raggiungere lo stesso New York per conoscerlo: in pochi giorni, riesce a convincerlo ad assumerlo.

Inizia così per lui un praticantato molto importante: lavorare per MAD significava entrare in contatto con bellissime illustrazioni e vignette, e conoscere i più famosi autori satirici dell’epoca. Grazie a questo lavoro, infatti, qualche anno più tardi Gilliam conosce i membri di un gruppo comico britannico destinato a fare scalpore: i Monty Python.

Inizia a collaborare con loro, e alla fine viene ammesso nel gruppo: unico membro americano. Gli anni con i Python sono importantissimi per il suo futuro di regista: per dirigere i film del gruppo comico sfrutta una serie di tecniche che gli saranno estremamente utili in futuro, fra cui quella del collage in stop-motion per gli effetti speciali. Il primo film che dirige—nel 1975—è Monty Python e il Sacro Graal.

Il successo del film convince Gilliam a continuare la sua carriera di regista: nel 1977 gira Jabberwocky una commedia medievale tratta da una poesia di Lewis Carroll. Il film avrà una distribuzione molto limitata, ma servirà a Gilliam per affinare la sua tecnica.

Nel 1981 esce I banditi del tempo, una storia a cui Gilliam aveva dedicato due anni: il film, pieno di intuizioni narrative geniali ha un successo enorme, sia di critica che di pubblico, e presenta il regista al pubblico mondiale.

Dopo un altro lavoro insieme al gruppo comico britannico, Monty Python – Il senso della vita, nel 1985 esce quello che viene considerato unanimemente il capolavoro di Gilliam: Brazil. Il film racconta un futuro in cui la tecnologia ha avuto il sopravvento sulla vita dell’uomo, dipingendo una realtà dispotica attraverso i paradossi dell’ironia del regista, e del suo sguardo personale. Con questo lavoro, il regista ottiene la nomination all’Oscar per la miglior sceneggiatura originale.

Gilliam diventa così uno dei registi più promettenti della scena mondiale: e comincia un decennio di lavoro straordinario. Nel giro di otto anni presenta al cinema quattro film indimenticabili: Le avventure del barone di Munchausen (1988), La leggenda del re pescatore (1991), L’esercito delle 12 scimmie (1995), Paura e delirio a Las Vegas (1998).

Il primo rimane una pietra miliare del cinema fantastico e fiabesco, mentre l’ultimo rappresenta un vero e proprio film cult per i ragazzi di un’intera generazione. E questa è la testimonianza di un altro aspetto del talento di Gilliam: l’estremo eclettismo nel saper affrontare storie molto diverse fra loro.

A questo punto, però, inizia un periodo strano per il regista: nel corso del decennio successivo usciranno solo tre suoi film, di cui due nel 2005—I fratelli Grimm e l’incantevole stregaTideland – Il mondo capovolto—e uno nel 2009, Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo. La realizzazione di quest’ultimo lavoro è particolarmente complicata per Gilliam: a riprese già iniziate, purtroppo, avviene la scomparsa dell’attore protagonista, Heath Ledger. Grazie all’apporto di alcuni grandi attori—Johnny DeppJude Law, e Colin Farrell—il regista riesce a terminare il film, ma ovviamente il risultato non rispetta le sue aspettative.

A parte The Zero Theorem – Tutto è vanità, uscito nel 2013, Gilliam ha passato gli ultimi anni a lavorare al progetto che vedrà finalmente la luce: The Man Who Killed Don Quixote.

Immagini: Copertina