Quante parole italiane conosci? Te lo dice il test dell'università di Milano

Quante parole italiane conosci? Te lo dice il test dell'università di Milano

In lingua italiana, una unità lessicale è anche un lessema che è anche un vocabolo, che è anche—molto genericamente—una parola. E se con l’italiano te la cavi abbastanza bene, questo lo sai già. Ma quante parole italiane ci sono in tutto?

I lemmi (le voci in neretto dei dizionari) sono decine di migliaia. Luca Lorenzetti, nel saggio L’italiano contemporaneo—che trovi schematizzato qui—fa una stima approssimativa basata sui repertori disponibili: fra 215.000 e 270.000 lessemi. Ma non è finita. Infatti, in italiano tutte le forme di un vocabolo sono ciascuna un vocabolo diverso (la nostra è una lingua flessiva). Considerando tutte le forme, il nostro lessico risulta composto da più di 2 milioni di parole.

Avere un’idea precisa di quante ne conosci non è facile. Le parole arrivano in molti modi, e il tuo patrimonio lessicale dipende da più fattori. Educazione familiare, provenienza, collocazione sociale, istruzione, età e altro. Progredendo negli anni, imparerai nuove parole e ne perderai altre: ma più avrai saputo affinare l’arte della memoria—come ricordava Umberto Eco in una lettera di natale al nipotino—e meno ne perderai.

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Per tranquillizzarti: conosci sicuramente almeno 52.000 lessemi. Sono quelli che fanno parte del vocabolario comune e del vocabolario di base (7000 parole: trovi qui il vocabolario di base a cura di Tullio De Mauro). Parole come anno o forchetta.

Certo, da questo bacino lessicale molti termini restano fuori. Ad esempio, che cos’è la postierla? Avvintato è italiano o dialetto? E scadofemento è un autentico vocabolo italiano, o solo una specie di supercazzola? E a proposito: “supercazzola” è ormai una parola italiana?

La risposta all’ultima domanda è . Per conoscere tutte le altre, puoi fare un test serio e allo stesso tempo molto divertente. Allestito dai ricercatori dell’università di Ghent (Belgio) e dell’università degli Studi Milano-Bicocca, il test è da intendersi—ha scritto Repubblica—come “una mappatura estesa della conoscenza della lingua italiana“, che consente di raccogliere dati sul livello di istruzione generale. Coinvolgendo dunque la più larga parte di popolazione possibile.

Come ha spiegato il ricercatore della Milano-Bicocca Marco Marelli, sempre a Repubblica: “I dati raccolti con questo test avranno un valore grandissimo per lo studio del linguaggio, andando a costituire il più grande database di riconoscimento di parole al momento esistente per la lingua italiana“.

Come si fa il test

È molto semplice. Per prima cosa vai su questa pagina, dove ti verrà spiegato come funziona: leggerai 100 sequenze di lettere, alcune delle quali sono parole usate in italiano, mentre le altre sono non-parole inventate. Dovrai decidere di volta in volta se la sequenza è una parola, oppure no. Prima di iniziare il test dovrai compilare un breve profilo che aiuterà i ricercatori a raccogliere dati.

Il test è anonimo e non dura più di quattro minuti, ma ti verrà sicuramente voglia di farlo più di una volta. D’altronde, puoi rifarlo quante volte vuoi: le 100 parole (o non-parole) non saranno mai le stesse.

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Il punteggio finale del test, espresso in percentuale, è dato dalla differenza fra la percentuale di parole effettivamente esistenti a cui hai detto sì, e quella delle non-parole a cui hai detto sì. Se il tuo punteggio si aggirerà intorno al 90%, sarai stato molto bravo. Al termine del test ti verranno elencate le parole esistenti che non hai riconosciuto e le non-parole che hai erroneamente preso per buone. E potrai sapere quanti secondi hai impiegato a rispondere. Questo è un incentivo a non barare aiutandoti con Google.

Bene, se sei pronto a scoprire quale, fra lieraggino e guardianato, è una parola italiana, fiondati su questa pagina e gareggia con i tuoi amici.

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