I consigli per affrontare i test a risposta multipla quando non sai la risposta

I consigli per affrontare i test a risposta multipla quando non sai la risposta

I compiti in classe, le ammissioni alle facoltà universitarie, i quiz per la patente, le omeriche preselezioni dei concorsi pubblici, le prove finali dei corsi di aggiornamento professionale: i test a risposta multipla sono ovunque.

Chi sa già che non arriverà preparatissimo alla prova, o che anche una sola risposta sbagliata può fare la differenza tra dentro e fuori, pensa sempre con spavento, alla vigilia, al momento in cui dovrà tirare a indovinare qual è l’unico alimento assunto dalla larva del Bombyx mori, perché proprio “non ricorda”.

Ci sono però alcuni trucchi psicologici e alcune osservazioni statistiche che possono aiutarci a tracciare 8 regole pratiche da seguire nei momenti di incertezza durante un test a risposta multipla. Il ricercatore americano William Poundstone, che ha analizzato 100 test a risposta multipla per un totale di 2.456 domande, ne elenca alcune nel libro Rock breaks scissors (“Il sasso spezza le forbici”, regola della morra cinese), un libro interessante che ci stimola a riconoscere la “prevedibilità” altrui e a sfruttarla al meglio in varie situazioni.

Vediamo insieme i consigli con la premessa che sono un ausilio a chi è già preparato. Studiare bene è il modo più sicuro di riuscire in un test a risposta multipla.

Per prima cosa, leggi tutte le domande senza guardare le risposte

Anche un buon insegnante del liceo suggerirebbe agli alunni di seguire sempre questa procedura all’inizio di un test. Si tratta di leggere soltanto le domande, una dopo l’altra, e, riflettendoci un attimo, vedere se si conosce la risposta, evitando di far cadere lo sguardo sulle varie risposte stampate. Stai fingendo di aver davanti un test a risposta sintetica, quindi se dopo aver letto una domanda sai dare una risposta, è probabile che sia corretta. Non bisogna impiegarci troppo perché il tempo stringe: comunque non è mai una perdita di tempo.

Leggi molto attentamente ogni domanda

Questa è il momento “intermedio” tra il passo precedente e i due consigli successivi. Prima di cercare la risposta giusta, bisogna leggere molto attentamente la domanda per capire il meglio possibile, e soprattutto per andare in cerca di indizi preziosi.

Nota le risposte palesemente sbagliate

È una faccenda di buon senso. Soprattutto nei test con più di tre risposte, una è di solito troppo sbagliata, inverosimile, o fuori contesto. Escludere con certezza la risposta palesemente errata riduce il campo delle risposte possibili. Se ad esempio ci viene chiesto quale opera di Giacomo Puccini è ambientata in Giappone, possiamo perlomeno stabilire che la risposta corretta non è “L’oro del Reno”.

Riconosci i campanelli d’allarme nelle risposte: “sempre”, “mai”, “tutte le precedenti”, etc.

Nelle risposte, gli avverbi “sempre” e “mai”—giustamente temuti da chi si allena sui quiz per prendere la patente—i pronomi “tutti” e “nessuno”, e anche gli indefiniti “qualsiasi” e “qualunque”, non devono passare inosservati, perché assolutizzano o annacquano, rendono la risposta perentoria e spesso sbagliata. Sono uno dei mezzucci preferiti da chi realizza i test.

“Tutte le precedenti” e “nessuna delle precedenti”, poi, sono i tipici malefìci che possono mandare nel pallone un candidato. Spesso sembra che stiano lì per “buttarla in caciara”. Eppure c’è una cosa importante da sapere. Se sei abbastanza sicuro che due risposte siano corrette, e della terza risposta non hai la più pallida idea; o, viceversa, se ritieni che non ci sia neanche una risposta davvero corretta, scegliere “tutte le precedenti” o “nessuna delle precedenti” ti offre, statisticamente, maggiori possibilità di azzeccare la risposta che se scegliessi a caso.

Considera le domande a cui hai già risposto

È spesso l’unico passatempo che hai quando ti trovi impreparato di fronte ad alcune domande in un test a risposta multipla: improvvisarti fine stratega o maestro del calcolo delle probabilità cercando di carpire il posizionamento della risposta corretta in base alle risposte che hai già dato e di cui sei sicuro. Attività scoraggiata dagli insegnanti a scuola. E incoraggiata invece da Poundstone. Un’osservazione statistica: se “B” è la risposta corretta alla domanda 1, “C” è la risposta alla domanda 3, e la 2 non la sai, ci sono maggiori possibilità che la risposta corretta alla 2 sia “A” o “D”. Poi, certo, se ci azzecchi sei molto fortunato.

La risposta giusta spesso è quella più lunga

La risposta corretta deve essere indiscutibilmente corretta. Perciò, specialmente nel caso di una domanda complessa, la risposta sarà esauriente, circostanziata, formulata attentamente e quindi non di rado più lunga delle altre. Le risposte sbagliate spesso sono un po’ più “tirate via”.

Vero o falso? Nel dubbio, scegli “vero”

È più farraginoso allestire una domanda la cui risposta sia “falso” che non una la cui risposta sia “vero”. Certo, non così tanto. Nei test di questo tipo, rileva Poundstone, il 56% delle risposte è “vero”. Meglio di niente, se proprio non sai dove sbattere la testa.

La mossa della disperazione: scegli “B” o “E”

Poundstone ha rilevato che se la risposta è quadrupla, la seconda (B) è più spesso corretta. Quando invece le possibilità sono cinque, la corretta è più spesso l’ultima (E). Insomma, è un po’ come chiudere gli occhi e pregare.

Immagini: Copertina