Tiziano Terzani: uno dei più grandi narratori italiani di viaggi

Tiziano Terzani: uno dei più grandi narratori italiani di viaggi

Nella letteratura italiana sono molti gli scrittori famosi che con il loro lavoro si sono guadagnati il riconoscimento dei lettori stranieri—Italo Calvino e Natalia Ginzburg, ad esempio—e della comunità letteraria internazionale. E fra questi c’è sicuramente Tiziano Terzani, che con i suoi reportage narrativi ha esportato con il linguaggio un pezzo di storia.

Le sue opere, infatti, hanno avuto grande risonanza a livello internazionale: e spesso sono stati lavori coraggiosi che hanno creato dibattito e arricchito il panorama culturale.

Nato a Firenze il 14 settembre 1938, dopo la laurea in Giurisprudenza Terzani viene assunto dalla Olivetti, che nel 1965 lo manda in Giappone per tenere alcuni corsi formativi. Questa parentesi lavorativa fa scoprire al futuro giornalista e scrittore la passione per i viaggi, e dopo poco tempo Terzani decide di iscriversi alla Columbia University per conseguire un master in storia e lingua cinese.

È il preludio al suo vero obiettivo: conoscere altre culture—con una predilezione per quelle orientali—e raccontarne le sfaccettature e le storie. Gli anni Settanta sono l’inizio di una carriera intensa: il settimanale tedesco Der Spiegel gli offre un incarico come corrispondente dall’Asia, proprio durante la guerra in Vietnam.

L’osservazione di questo conflitto gli ispira—nel 1972— il suo primo libro reportagistico, Pelle di Leopardo, che rappresenta uno dei racconti più onesti e sinceri della guerra in Vietnam visti con gli occhi di un giovane reporter. L’esperienza in questo Paese dilaniato dal conflitto si ripeterà nel 1975, anno in cui Terzani è uno dei pochi giornalisti stranieri ad assistere alla caduta di Saigon, esperienza che l’anno successivo racconta nel libro Giai Phong!

Dopo un periodo passato visitando in lungo e in largo la Cina—Paese di difficile accesso per i giornalisti occidentali—Terzani torna alla pubblicazione nel 1981, con Holocaust in Kambodscha. Il libro racconta l’esperienza dello scrittore a Phnom Penh, in Cambogia, dopo che l’esercito vietnamita ha messo fine ai quattro anni scellerati del dominio di Pol Pot e degli Khmer Rossi.

Dopo essere stato arrestato ed espulso dalla Cina per attività controrivoluzionarie—esperienza che racconterà nel libro La Porta Proibita—lo scrittore toscano si trasferisce prima a Hong Kong e poi in Giappone. Nel 1992 pubblica Buonanotte, Signor Lenin: un libro che, con assoluta lucidità e trasparenza storica, analizza la caduta dell’Unione Sovietica. E lo fa attraverso un viaggio in Asia Centrale, nel Caucaso e in Siberia che testimonia quel che resta del dominio comunista.

Il 1993, poi, è l’anno in cui Terzani decide di mettere alla prova una profezia che gli fu fatta da un indovino negli anni Settanta. Il mistico cinese aveva detto allo scrittore che nel 1993 non doveva prendere aerei, perché il rischio di morire era alto. Per questo motivo Terzani decide di continuare il suo lavoro di reporter e giornalista senza ricorrere a questo mezzo, avendo l’opportunità di visitare a fondo molti Paesi: ed è da questa singolare esperienza che nasce Un Indovino Mi Disse—pubblicato nel 1995. Un libro che coniuga avventura, autobiografia, e reportage di viaggio, e che diventerà un best seller internazionale.

A questo successo, nel 1998, fa seguito In Asia: un libro a metà strada fra l’autobiografia e il reportage, che fotografa il continente asiatico come mai nessun italiano aveva fatto prima. Dal Giappone alla Cina, dall’India al Vietnam.

A questo punto comincia una parentesi particolare della carriera di Terzani: all’indomani dell’attacco alle Torri Gemelle, e all’escalation delle tensioni in Medio Oriente, lo scrittore pubblica Lettere Contro La Guerra (2002). Un libro in cui Terzani non soltanto critica il possibile intervento militare degli Stati Uniti, ma raccoglie tutta una serie di lettere e testimonianze che mirano a un unico scopo: promuovere la non-violenza. Il libro verrà rifiutato da tutte le case editrici anglosassoni.

Il 2002, però, è anche l’anno in cui il giornalista toscano scopre di avere un tumore. Da questa tragica esperienza che lo mette a confronto con una tipologia di viaggio mai testata prima, Terzani prende le mosse per scrivere Un Altro Giro di Giostra. Il libro è una specie di reportage medico-spirituale: attraverso il racconto della propria malattia, e dei viaggi fatti per curarsi, Terzani confronta la medicina occidentale con quelle alternative, e al tempo stesso offre al lettore l’accesso ai suoi sentimenti più intimi sulla vita.

Muore a Pistoia nel 2008, dopo aver continuato per anni a occuparsi della lotta alla violenza e alle guerre, supportando Emergency.

Immagini: Copertina