Un tour delle case di Roma dove hanno vissuto gli artisti italiani più amati

Un tour delle case di Roma dove hanno vissuto gli artisti italiani più amati

“A me invece Roma piace moltissimo: una specie di giungla, tiepida, tranquilla, dove ci si può nascondere bene”, confessa Marcello Rubini nella Dolce Vita. Una città che più di ogni altra ha saputo attirare oltre alle ondate di turisti che vogliono ammirarne le bellezze esteriori, anche numerosi artisti che l’hanno scelta per nascondersi, per immergersi e viverci.

A volte la Roma che è stata presa come dimora è stata quella del centro, altre volte quella della periferia, ma ogni volta per un motivo preciso legato alla personalità di chi l’ha abitata. La Roma raccontata magistralmente da Sorrentino nella Grande Bellezza ci ha ispirato questo tour virtuale tra le sue strade alla ricerca dei luoghi dove il cinema, il teatro e l’arte hanno trovato il loro “set ideale”.

Alberto Sordi

Ha rappresentato la massima espressione della romanità al cinema, recitando in quasi 200 film, nella capitale è diventato fin da subito un’istituzione, uno degli attori più amati. Nato nel rione di Trastevere, in via San Cosimato, nel 1920 (dove oggi si trova la targa che lo definisce: “Attore ed indimenticabile interprete della storia di ogni italiano… parte ormai indelebile di ognuno di noi…”), ha vissuto dal 1958 fino al febbraio 2003, nella villa di via Druso (precedentemente via della Ferratella) all’interno del parco archeologico delle Terme di Caracalla, nel rione Celio.

Carlo Verdone, amico di Sordi e a lungo considerato il suo erede naturale, ha definito questa villa una fortezza: “Quando usciva metteva una maschera sorridente ma quando rientrava era una sorta di monaco. Era tutto in ordine, perfetto, regnava il silenzio, la metodicità, gli orari della cena, del pranzo. Quasi come un Dr Jekyll e Mr Hyde”. Oggi è diventata una casa-museo.

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Aldo Fabrizi

Altra grandissima figura del panorama italiano, uno degli attori più apprezzati e divertenti del nostro Novecento (che ha quasi attraversato tutto, dal 1905 al 1990), Fabrizi nasce al civico 10 di vicolo delle Grotte, nei pressi di Piazza Farnese e Campo de’ Fiori. I genitori avevano un banco della frutta proprio in questo famosissimo mercato romano. Oggi sul muro della sua casa c’è una targa che recita simpaticamente: “Qui comincia la lunga strada che avrebbe percorso quel bambino destinato ad amare le tavole del palcoscenico quanto le tavole imbandite. Se riuscirete a fermarvi un momento sentirete ancora nell’aria la sua risata. Aldo è ancora qui, non se ne è mai andato”.

Dario Argento

Il maestro dell’horror, uno degli ultimi grandi registi viventi che ha saputo farsi conoscere e apprezzare all’estero, ha girato il suo capolavoro “L’uccello dalle piume di cristallo” nel quartiere Coppedè. Abita in via Capodistria, una traversa di via Nomentana, dietro Villa Paganini, la piccola area verde che si trova davanti a villa Torlonia.

Vittorio Gassman

Il “Mattatore” nasce a Genova, nel quartiere di Struppa, ma presto si trasferisce a Roma, dove frequenta il liceo classico Tasso, oltre ovviamente all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica. Tante le case dove ha vissuto nella capitale, lungo una vita avventurosa e travagliata. Ricordiamone due: a via degli Appennini, praticamente dietro casa di Dario Argento, e a via Brunetti nel cuore di Roma, lungo il Tevere, in una traversa di via di Ripetta.

Sergio Leone

Il maestro del western all’italiana (celebre la sua collaborazione con Ennio Morricone), amatissimo da Quentin Tarantino, ha immaginato e scritto i suoi più grandi capolavori all’EUR, a via Birmania 92, un luogo affascinante di Roma straordinariamente evocativo.

Pier Paolo Pasolini

Pasolini, figura illustre del dopoguerra italiano, ha tracciato lungo la sua vita un percorso simbolico che ha attraversato tutta Roma. Ha vissuto a via Fonteiana 86, nel 1955 con la madre. Prima però di vivere a Monteverde, Pasolini aveva vissuto a Rebibbia vicino al carcere, in via Giovanni Tagliere. Frequentando poi i locali del Pigneto, la terrazza del Pincio, i ristoranti di San Lorenzo e infine Ostia.

Paolo Villaggio

Villaggio è stato l’ultimo grande intellettuale italiano della stessa generazione d’oro di Tognazzi, Monicelli e Ferreri. Viveva nel quartiere Trieste-Salario, davanti a Villa Ada, circondato dai suoi amati libri e dai suoi adorati labrador. Quando passeggiava tra le vie di piazza Verbano era l’opposto di quello che si vedeva al cinema e in tv: schivo e riservato, ci teneva che venisse rispettata la sua privacy.

Federico Fellini

Federico e Giulietta (Masina) hanno vissuto a via Margutta (una strada parallela di via del Babuino che unisce piazza del Popolo a piazza di Spagna), una via storica di Roma (l’etimo incerto dovrebbe significare Marisgutta “goccia di mare”, eufemismo per indicare un’antica cloaca), che ha visto tra i suoi domiciliati illustri Anna Magnani, il pittore Giorgio de Chirico e un atelier dello scultore Antonio Canova.

Al civico 110 c’è una targa in ricordo di Giulietta e Federico che recita in romanesco: “Quante strade rare e belle sò l’orgojo de ‘sto monno che t’incanti ner vedere… io però sai che risponno? Via Margutta ormai è lampante che le batte tutte quante perché è unica e speciale e ner monno nun c’è uguale!

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Cesare Zavattini

Uno dei più grandi sceneggiatori italiani, indimenticabile la sua collaborazione da Oscar con Vittorio de Sica, Zavattini era un’anima semplice, lavoratore instancabile. Nato a Luzzara, nell’Emilia, muore a Roma nella sua casa a via Sant’Angela Merici vicino al quartiere africano di via Nomentana.

Mario Monicelli

Monicelli è nato e morto a Roma ma per molto tempo si credette fosse di Viareggio. Una bufala che il regista non voleva smentire, visto il suo amore per quella città. Fu il critico cinematografico Stefano Della Casa, dopo alcune ricerche, a confermare la nascita nel quartiere romano di Prati. Successivamente abiterà per anni nella sua casa in via dei Serpenti, nel rione Monti, dove, fino al giorno della sua morte, amava frequentarne le botteghe e i bar. Oggi passando per quel bellissimo quartiere si può ammirare una targa che ne celebra il centenario della nascita. Recita semplicemente: “Maestro di cinema e uomo libero”.

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