La strana storia delle tre

La strana storia delle tre "piramidi" a pochi km da Milano

Addio, monti sorgenti dall’acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente… Beh, Lucia Mondella non lo sapeva, ma, a quanto pare, tra le cime congedate dalle sue lacrime devono contarsi anche tre cimette poco distanti da Milano, nell’area di Montevecchia. Che sembrano tre semplici colline, ma in realtà sono tre piramidi.

Le formazioni si trovano appena sotto Lecco, e qualche kilometro a nord di Milano. All’interno del Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone. Non sorgono dalle acque e non sono inuguali. Al contrario, le tre “piramidi” sono proprio uguali, sono allineate, hanno la stessa inclinazione (di 44 gradi, come alcune piramidi egiziane), e gli angoli orientati con i quattro punti cardinali. Sono state scavate e presentano gradoni: portano quindi testimonianza dell’opera dell’uomo.

Sono state individuate nel 2001, durante una ricognizione aerea, dall’architetto Vincenzo Di Gregorio. Proprio dall’alto, la vista dei gradoni immersi in un paesaggio dolcemente antropizzato è spettacolare.

Nel libro “Il Mistero delle Piramidi Lombarde”, dello stesso Di Gregorio, si afferma che esse avrebbero più di qualcosa in comune con le ben più imponenti piramidi egiziane di Giza. A partire dall’allineamento a est. Quantomeno da discutere, invece, il fatto che le formazioni sarebbero allineate alle tre stelle principali della Cintura di Orione, come una sorta di “mappa stellare”. È stato mostrato infatti, sebbene un luogo comune sostenga il contrario, che neanche le piramidi egizie lo sono, per quanto le connessioni delle necropoli egizie con l’astronomia siano evidenti.

Le tre “piramidi” di Montevecchia

La struttura della piramide più a est, coperta dalla vegetazione, è riconoscibile solo dall’alto. La più nota e fotografata delle tre piramidi è quella definita “Collina dei Cipressi”. In cima reca dodici cipressi, e, almeno su un lato, sono visibili le scanalature dei gradoni. Al centro della sommità sta un masso granitico circondato da alcuni dei cipressi.

Della piramide centrale,  “Belvedere Cereda”, si vede benissimo il terrazzamento. Presenta anch’essa sulla sommità due grandi massi di granito. Simili blocchi di pietra si trovano anche lungo il tracciato che porta alla cima della collina.

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Cosa sono davvero le tre “piramidi” di Montevecchia?

Il terreno è stato studiato, e per quanto riguarda le piramidi, si ipotizza che fossero utilizzate come osservatorio astronomico, da cui determinare i cicli lunari. Possibile che le piramidi avessero la funzione di santuario. Lo proverebbero i massi di granito e i resti di una cerchia muraria in pietra, di circa quattro metri di altezza. Indicazione della probabile presenza di un altare.

Nella stessa area delle piramidi è stato scoperto l’insediamento preistorico lombardo più antico. I primi insediamenti della zona considerabili villaggi agricoli, invece, si formarono a partire dal quinto millennio a.C. Il “Belvedere Cereda”, in particolare, la piramide centrale, era molto probabilmente un sito di osservazione astronomica utilizzato dai Celti prima dell’arrivo dei Romani.

Immagini: Copertina