Trotula De Ruggiero, il primo medico donna della storia

Trotula De Ruggiero, il primo medico donna della storia

Le donne che con il loro fondamentale contributo sono riuscite a cambiare il corso della storia sono moltissime: sia in campo artistico che scientifico. E lo hanno fatto, spesso, sfidando gli stereotipi di genere e i costumi della loro epoca: quando a una donna era praticamente vietato occuparsi di certe questioni. Uno degli esempi più lampanti è stato quello di Trotula De Ruggiero, la prima donna medico della storia.

Negli anni la figura di questa pioniera della medicina è diventata quasi leggendaria: alcuni addirittura hanno messo in discussione la sua esistenza. Ma recentemente è uscito un libro che ne ripercorre la storia nel dettaglio, e svela finalmente al grande pubblico tutta la verità su Trotula De Ruggiero. Si intitola Io, Trotula, ed è stato scritto da Dorotea Memoli Apicella.

Trotula nacque a Salerno attorno alla prima metà dell’XI secolo, da una nobile famiglia normanna. Il padre aveva una nutrita collezione di libri e fra questi c’era una sezione dedicata ai più famosi trattati scientifici dell’epoca: la piccola Trotula passava ore immersa su quei tomi, e sognava di diventare un medico.

Grazie all’influenza della sua famiglia, Trotula ebbe poi l’opportunità di frequentare—prima donna mai ammessa—la prestigiosa Scuola di Medicina di Salerno. Per la cultura longobarda, infatti, non esistevano distinzioni politiche o artistiche fra uomini e donne, e quindi non dovevano essercene nemmeno nel campo delle scienze. La famiglia di Trotula la spinse fortemente verso questo traguardo, tramandandole i racconti della tradizione longobarda, secondo cui erano sempre le donne a prendersi cura della salute delle altre donne.

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Seguendo questo filone culturale, una volta diventata medico, la giovane donna decise di specializzarsi proprio nella cura dei disturbi femminili. Studiò i meccanismi in grado di predire una maggiore fertilità e scrisse svariati saggi medici sul ciclo mestruale e sui dolori del parto. Una parte sostanziosa del suo lavoro, poi, era dedicata allo studio delle erbe mediche: possedeva una cultura vastissima riguardo alle proprietà benefiche di certe piante, e realizzava degli unguenti che secondo le ricostruzioni erano miracolosi per alleviare dolori e malattie.

Non solo: Trotula scrisse anche uno dei primi trattati di cosmesi, analizzando la natura e i benefici delle sostanze che le nobildonne dell’epoca utilizzavano per truccarsi.

I suoi lavori e la sua figura furono incredibilmente stimati dai più importanti medici del suo tempo—come Rodolfo Malacorona e Costantino L’Africano—e in letteratura si trovano diverse menzioni che la riguardano. Il poeta satirico Rutebeuf, ad esempio, nel XII secolo realizzò un’opera umoristica in cui il protagonista era un erborista ciarlatano che si presenta alla corte di una nobildonna salernitana di nome Trotte. Ma anche nei Racconti di Canterbury di Chaucer si parla di una donna dalle leggendarie conoscenze mediche nota come Dame Trot.

Infine, in suo onore fu coniata una medaglia in bronzo da inserire in una serie di diciassette medaglie raffiguranti i personaggi più illustri del Regno delle Due Sicilie dall’età classica fino agli inizi dell’Ottocento. Trotula è l’unica donna presente nella serie. 

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