Il tunnel segreto che corre sotto le strade di Liverpool

Il tunnel segreto che corre sotto le strade di Liverpool

Dave Bridson è uno storico, ormai in pensione, di Liverpool che passa le proprie giornate armato di elmetto e torcia elettrica a scandagliare i corridoi e le vecchie stanze che corrono sotto la superficie della sua città. È infatti il presidente della Friend’s of Williamson’s Tunnel: un’associazione composta perlopiù da cittadini anziani che si occupa della “riesumazione” di quello che nel tempo è diventato una vera e propria leggenda di Liverpool: il tunnel di Williamson.

Il tunnel è stato costruito all’incirca agli inizi del 1800, da Joseph Williamson, un ricchissimo commerciante di tabacco che si era guadagnato il soprannome di “Re di Hedge Hill“, e alcuni documenti a cui sono risaliti i membri dell’associazione testimoniano come in città fosse noto che sotto le strade esisteva un enorme tunnel costruito da Joseph. Il problema è che nessuno sa a cosa servisse.

All’inizio dello scorso secolo le porte del tunnel erano state chiuse, e nessuno era a conoscenza di dove fossero le entrate. Si era a conoscenza della sua esistenza soltanto per il forte odore che mandavano certe strade, perché a quanto pare alcune sezioni del tunnel erano state utilizzate come discariche sotterranee dopo la morte di Williamson.

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Da allora, però, nessuno si era mai preso la briga di indagare sull’esistenza reale del tunnel: fino a che nel 2001 il primo gruppo della Friend’s of Williamson’s Tunnel decise di dedicare il proprio tempo alla riesumazione di questa costruzione sotterranea.

Cominciarono gli scavi in una vecchia cantina nella zona di Paddington, a Hedge Hill, e riuscirono a penetrare in quello che si è poi rivelato il livello superiore di una serie di tunnel.

Sono passati 14 anni, e i volontari continuano ancora oggi a scavare: purtroppo, infatti, per procedere con i lavori l’associazione può disporre quasi esclusivamente di volontari anziani appassionati della storia della propria città e passare attraverso la barriera burocratica. Spesso, infatti, sono impossibilitati a procedere per ragioni di sicurezza.

Comunque sia, non si danno per vinti, anche perché il tunnel di Williamson è una vera e propria miniera di storia: finora sono stati scoperti vecchi calamai utilizzati dagli scolari dell’epoca, bottiglie che contenevano tutto, dalla birra al veleno, ceramiche della Liverpool Royal Infirmary e un arazzo che racconta la storia sociale di Liverpool negli ultimi due secoli.

Il reperto più importante è una coppa per commemorare l‘incoronazione di Edoardo VII nel 1902.

La grandezza del tunnel è impressionante: l’altezza dei soffitti e degli archi che li sorreggono supera in alcuni punti i sei metri. Ed è per questo che il mistero si fa ancora più interessante: a cosa serviva originariamente una costruzione così mastodontica?

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Le ipotesi sono diverse: forse Williamson ha costruito dei passaggi segreti per andare e tornare dagli edifici di sua proprietà a Edge Hill. Oppure era un contrabbandiere, e aveva bisogno delle gallerie per svolgere la sua attività senza essere scoperto.
Alcuni pensano che lui e la moglie appartenessero ad una setta religiosa fanatica che aveva anticipato la fine del mondo, e le sue gallerie servivano per fornire un riparo durante l’apocalisse.

Congetture a parte, la teoria più plausibile è che il tunnel in realtà fosse una cava ramificata per estrarre le rocce di arenaria. Ma non esiste alcun documento che lo testimoni.

La verità è che molti anziani volontari che continuano imperterriti a scavare e ad esaminare i reperti rinvenuti non vogliono scoprire il segreto che si cela dietro il tunnel; perché è proprio questo mistero che li spinge ogni giorno a partecipare a questa impresa, e senza di esso non ci sarebbe più gusto.

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